Primarie, spunta anche Strada ma Sofri & C. votano Scalfarotto

Omar Sherif H. Rida

da Roma

E puntualmente è arrivato anche l’appello degli intellettuali vicini al centrosinistra, tra cui Adriano Sofri, Michele Serra, Sergio Staino e Sandra Bonsanti: «Firmate affinché alle primarie possa partecipare anche... Ivan Scalfarotto, un candidato animato da un impegno schietto e vivace, e non sostenuto direttamente da un partito». Un’iniziativa «indipendente dal voto che esprimeremo il 16 ottobre», si affrettano a precisare i firmatari, tesa solo a raccogliere le 10mila firme necessarie per far accedere alla competizione il semisconosciuto fondatore del circolo londinese di «Libertà e Giustizia».
Sembra arricchirsi quindi il variopinto parterre dei concorrenti dell’Unione per quel ruolo di anti-Berlusconi alle politiche 2006 che vede come superfavorito Romano Prodi. Sempre ieri il Corriere della Sera ha avanzato l’ipotesi di una possibile «discesa in campo» del fondatore di Emergency, Gino Strada, animando così il dibattito nella sinistra radicale nonostante da Kabul il chirurgo pacifista si sia affrettato a smentire ribadendo la sua «estraneità alla vicenda elettorale».
Un diniego che non ha fatto cessare il tam tam su una candidatura in grado - secondo il quotidiano di via Solferino - di catalizzare i consensi dei Verdi (con conseguente ritiro dalla competizione dello stesso Alfonso Pecoraro Scanio), del Pdci guidato da Oliviero Diliberto e di un settore dei «movimenti»: uno schieramento che toglierebbe voti e creerebbe numerosi imbarazzi al leader di Rifondazione, quel Fausto Bertinotti che continua a rifiutare la proposta di creare una grande aggregazione pacifista e antagonista, alle prossime politiche.
E proprio la voglia di «rassemblement» è quella che riecheggia nelle parole del verde Paolo Cento: «La candidatura di Gino Strada porterebbe ad approfondire il discorso sulla possibilità di creare la lista civica-arcobaleno per le elezioni del 2006». Ma quale sarebbe a quel punto la sorte della candidatura di Pecoraro Scanio? «La campagna di Alfonso è ormai in pieno svolgimento e andrà avanti», rassicura il coordinatore del Sole che Ride.
«Quella legata a Gino Strada potrebbe essere una grande idea per tenere uniti i partiti dell’area» commenta Maura Cossutta dei Comunisti italiani, che si spinge oltre ritagliando per il fondatore di Emergency il ruolo di candidato di tutta la sinistra alternativa per le politiche «invece di proporlo alle primarie, una consultazione dal risultato scontato». Vola alto e come al solito fuori dal coro invece Marco Ferrando, il leader della minoranza «trotzkista» di Rifondazione comunista, secondo cui «il problema non è il prestigio della candidatura ma voler entrare in un governo di centrosinistra supportato dai poteri forti. Una critica che ho rivolto al mio segretario e che rivolgo ora ai movimenti che entrano nella competizione».
Una scelta ormai compiuta quest’ultima, come dimostra la sortita di ieri del leader dei Disobbedienti napoletani Francesco Caruso: «Basta con il toto nomine. I giornali hanno travisato le nostre intenzioni. A noi interessa solo il programma e a costo di occupare i seggi ci batteremo per fare le “secondarie”, le consultazioni popolari sulla piattaforma del centrosinistra». Potere assoluto alle idee quindi, proprio nel giorno in cui Don Vitaliano della Sala (uno dei due sacerdoti no global indicati come possibili rappresentanti dei «movimenti» alle primarie) dichiara al Corsera: «Se Don Gallo non se la sente non mi tirerò indietro»...