Primarie Usa, Hillary a Obama: "Siamo uguali"

Dopo l'ultima rissa prima del voto in South Carolina, ieri sera i due candidati del partito democratico si sono di nuovo sfidati in tv, ma i toni sono stati decisamente più soft. L'ex first lady: "Faremo la storia. Uno di noi due sarà il prossimo presidente". Cresce l'attesa per il Super martedì

Los Angeles - Chi si aspettava una replica della rissa in cui era degenerato il loro ultimo duello, subito prima delle primarie in South Carolina del 27 gennaio, è probabilmente rimasto deluso: di nuovo di fronte, per la prima volta da soli dopo il ritiro del terzo incomodo John Edwards, ultima occasione di confronto televisivo in vista del cruciale Super-Martedì del 5 febbraio, a Los Angeles ieri sera Hillary Rodham Clinton e Barack Obama hanno dato vita a un dibattito dai toni decisamente "soft", molto civile, forse a tratti persino troppo composto, trattandosi pur sempre di una lotta all’ultimo voto per conquistare la nomination democratica alle presidenziali Usa di novembre. Qua e là la discussione ha assunto persino un’atmosfera cordiale, come se non due contendenti occupassero il proscenio, bensì due alleati stretti; e magari ci sarà chi comincerà a ipotizzare un futuro "ticket’ elettorale tra la prima donna e il primo afro-americano teoricamente in grado di sedere alla Casa Bianca.

Certo è che l’ex "first lady" non ha esitato a galvanizzare la platea, fitta di star assiepate nel "Kodak Theatre" dove va annualmente in scena la cerimonia di consegna dei premi Oscar, osservando come lei e Obama divergano sì su temi anche essenziali quali assistenza sanitaria, riforme economiche e politica estera; ma "basta semplicemente guardarci, e si può senz’altro affermare che noi siamo la stessa cosa", ha sottolineato, enfatizzando il comune obiettivo di strappaere la presidenza agli avversari repubblicani. "Abbiamo l’opportunità di fare la storia, cambieremo il nostro Paese", ha incalzato Hillary, "perché penso che uno di noi due finirà con l’essere il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America".