Primarie Usa: lite in diretta tv tra Hillary Clinton e Obama

Tra reciproche accuse e colpi sotto la cintura, i due litiganti si sono presentati agli elettori della Carolina del Sud, che votano sabato. A far bella figura è stato John Edwards, finora terza ruota nella corsa

Washington - La posta in gioco è troppo alta per giocarsela con il fair play. Dopo aver promesso di lasciar da parte insulti e accuse nella campagna elettorale per la nomination democratica, la senatrice di New York Hillary Clinton e il senatore dell’Illinois Barack Obama hanno dato vita, questa notte, a un duello televisivo come ne capitano di rado. Tra reciproche accuse e colpi sotto la cintura, i due litiganti si sono presentati agli elettori della Carolina del Sud, che dovranno votarli nelle primarie sabato prossimo. A far bella figura è stato John Edwards, l’ex senatore della Carolina del Nord e finora terza ruota nella corsa.

Ricette per la crisi economica Le ricette per uscire della crisi economica o per riformare la sanità sono rimaste dietro le quinte, diventando lo strumento per attacchi personali al limite dell’insulto. A trarne vantaggio, probabilmente, è stato il terzo concorrente nella corsa per la nomination, l’ex senatore della Carolina del Nord John Edwards, che qui vinse le primarie già quattro anni fa. "Tutti questi battibecchi - ha detto - non aiuteranno la gente ad andare avanti, non pagheranno per l’assistenza medica ai bambini o per chi ha perso il lavoro".

Carolina, metà degli elettori è di colore L’elettorato democratico della Carolina del Sud è al 50 per cento di colore, e i sondaggi dicono che finalmente Obama ha ottenuto la loro fiducia: in Nevada, dove si è votato sabato scorso, Obama ha battuto Clinton 5 a 1. In Carolina Obama ha almeno il 60 per cento dei consensi tra gli afroamericani del partito. L’ex first lady sa che rischia di perdere un confronto importantissimo, alla vigilia del super martedì del 5 febbraio quando in palio ci sono oltre 20 Stati. E forse per questo è partita all’attacco di Obama, cercando di metterne in discussione l’esperienza, l’onestà, la coerenza nelle posizioni.

Accuse di falsità Il giovane senatore dell’Illinois, che è più bravo nel parlare alle folle che nel districarsi nel contraddittorio, ha contrattaccato: "La senatrice Clinton e suo marito continuano a dire cose false, proprio quando gli americani sono alla ricerca di qualcuno che risolva i problemi senza ricorrere alla solita politica di Washington". Per Clinton, la colpa è di Obama: "Appena lo si attacca su qualcosa, dice che non è quello che voleva dire".