Primarie Usa: Obama e Hillary divisi su Cuba

Nuovo duello in tv. Il senatore dell'Illinois: "Incontrerei subito Raul Castro". Hillary: "Prima il regime riconosca i diritti civili"

Washington - È stato un dibattito sostanzialmente tranquillo, segnato da un unico momento di vera tensione e che ha fatto registrare una sostanziale differenza di strategia sul tema di Cuba, quello che si è svolto la notte scorsa in Texas tra i due candidati alla nomination democratica, Barack Obama e Hillary Clinton, in vista delle primarie del 4 marzo in Texas e Ohio. Hillary è tornata sull’accusa di plagio rivolta al suo avversario, colpevole a suo dire di aver ripreso brani di un discorso pronunciato dal governatore del Massachusetts Deval Patrick: "Se la tua è una candidatura fatta di parole, allora dovrebbero essere le tue parole", ha detto. "Togliere interi passaggi ai discorsi di qualcun altro non sono cambiamenti nei quali si può credere. Sono cambiamenti che si possono fotocopiare", ha dichiarato la ex first lady contestata dal pubblico che assisteva al dibattito all’Università del Texas, a Austin. Obama si è difeso spiegando che è stato lo stesso autore delle frasi che ha preso a prestito ad invitarlo a far uso dei suoi discorsi ed ha quindi contrattaccato la rivale dicendo che così "si inizia ad entrare nella stagione politica della stupidità".

Divisi su Cuba Il momento in cui il dibattito ha fatto registrare le posizioni più distinte è stato quello in cui si è toccato il tema di Cuba, in particolare sull’opportunità di incontrare il fratello di Fidel e suo probabile successore, Raul. Hillary ha detto che lo avrebbe incontrato solo dopo aver avuto "prova" di una volontà di portare a compimento riforme democratiche ed ha sostenuto che incontri immediati con avversari non farebbero che "minare" la figura e la carica di presidente. Obama ha detto che incontrerebbe Raul Castro "senza condizioni preventive" al fine di esortarlo a garantire diritti umani e democrazia. "Se pensiamo che incontrare il presidente sia un privilegio che deve essere meritato, credo che rafforziamo la sensazione che ci poniamo al di sopra del resto del mondo".