Primarie Usa: Obama in testa nel conteggio dei superdelegati

Si complicano le cose per Hillary Clinton: il senatore dell'Illinois, in testa nella corsa, passa avanti all'ex First Lady anche come numero di superdelegati, parlamentari, sindaci e personalità di spicco del partito

Washington - Barack Obama ha superato Hillary Clinton nel conteggio dei superdelegati per la convention estiva che sceglierà il candidato alla Casa Bianca. Obama conduce la corsa in termini di delegati eletti nelle primarie, ma fino a ora la Clinton era in vantaggio come superdelegati, i funzionari di partito che non sono vincolati nelle loro scelte. Adesso, secondo i conteggi della Abc, Obama avrebbe l’appoggio di 267 superdelegati, contro i 265 dell’ex First Lady.

Dopo il deludente risultato in Indiana e Carolina del Nord, continua il momento nero di Hillary Clinton che, non solo fatica a trovare il sostegno di nuovi "superdelegati", ma non riesce neppure a tenersi vicini quelli che si erano già schierati dalla sua parte. Altri due parlamentari, che alla convention di fine agosto saranno tra i 795 superdelegati che con il loro voto decideranno le sorti della nomination, hanno deciso di dare il proprio appoggio ad Obama, sempre più lanciato verso la vittoria.

Secondo il portavoce di Obama Dan Pfeiffer, Peter DeFazio, deputato dell’Oregon, dove si vota il 20 maggio, dovrebbe dare ufficialmente oggi a Obama il proprio prezioso "endorsement", come farà anche Don Payne, deputato afroamericano del New Jersey, dove Clinton ha vinto lo scorso 5 febbraio, ed ex sostenitore di Clinton. "È stata una delle decisioni più difficili che abbia mai preso e ci ho dovuto pensare molto, ma alla fine ho capito che Obama è il candidato migliore per portare il cambiamento di cui il paese ha disperato bisogno", ha detto Payne.

In Oregon Obama appare favorito e la vittoria sembra a portata di mano nello Stato, dove aveva già ricevuto il sostegno dei deputati Earl Blumenauer e David Wu, mentre il governatore Ted Kulongoski e la deputata Darlene Hooley avevano dato il proprio "endorsement" a Clinton. Il senatore di Chicago è a un passo dai 2.025 delegati necessari per vincere la nomination, con 1.849,5 delegati contro i 1.697 di Clinton (i decimali sono determinati dal complesso sistema di calcolo de delegati dei democratici).

Il senatore dell’Illinois ha anche conquistato l’endorsement di peso di John Edwards. L’ex senatore del North Carolina ed ex candidato ritiratosi a gennaio finora aveva evitato di schierarsi per uno dei duellanti ma ora ha dichiarato che Obama "è l’unico che ha la capacità di unire il partito". Intanto Leon Panetta, ex capo di gabinetto di Bill Clinton, si è unito a quanti chiedono a la senatrice di New York di ritirarsi: "Ha condotto una buona gara ma penso che sia giunta l’ora che conceda la sconfitta per unire il Partito".