Primarie Usa: Rambo combatte per MacCain

Pronto a sbarcare di nuovo al cinema, Stallone ha deciso nei
ritagli di tempo di buttarsi anche in politica. John McCain, ex
prigioniero di guerra del Vietnam, può aggiungere la star di Hollywood al
numero crescente di appoggi eccellenti

Washington - Reduce da battaglie nelle foreste di mezzo mondo, pronto a sbarcare di nuovo al cinema nei panni di nemesi del perfido regime birmano, Rambo ha deciso nei ritagli di tempo di buttarsi anche in politica. John McCain, ex prigioniero di guerra del Vietnam, può aggiungere Sylvester Stallone e il suo celebre Berretto Verde cinematografico al numero crescente di appoggi eccellenti che piovono sul candidato in testa nella corsa alla Casa Bianca dei repubblicani.

Il nuovo episodio della saga di Rambo potrebbe chiamarsi "Il massacro delle Everglades" perché è tra gli alligatori della Florida che i repubblicani si sfidano il 29 gennaio, in una tappa importante nel cammino verso la nomination. L’ultimo sondaggio del Miami Herald indica McCain testa a testa con l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney per la vittoria in Florida (25-23%) e nel clima di incertezza che domina tra i repubblicani, un aiuto da parte di Hollywood non fa mai male. Lo sa bene Mike Huckabee, che mesi fa riuscì a entrare nel radar degli elettori - e a vincere poi in Iowa - grazie a uno spot con Chuck Norris diventato un successone su YouTube. Adesso McCain può contrapporre un altro macho all’inossidabile Norris. "La realtà è brutale, è un duro film d’azione - ha detto Stallone, annunciando su FoxNews il proprio appoggio a McCain - e c’è bisogno di qualcuno che ci sa fare perchè questa realtà l’ha già vissuta". Un riferimento ai cinque anni trascorsi dal senatore tra le torture dell’Hanoi Hilton, il carcere dove fu prigioniero di guerra dei vietcong.

McCain, che è sembrato apprendere la notizia dalla Tv, si è lasciato andare in diretta a un grido di giubilo. "Sono pronto a correre su per i gradini di Filadelfia!", ha esclamato entusiasta, rievocando una celebre scena della serie dedicata alle avventure di un altro personaggio di Stallone, il pugile Rocky. Ieri McCain aveva ricevuto l’appoggio di un altro "duro", l’ex generale Norman Schwarzkopf, il vincitore della prima Guerra del Golfo: "Con Rambo e Schwarzkopf, chi può fermarmi?", ha scherzato il candidato, al quale il settimanale Time dedica la copertina dell’ultimo numero appena uscito, raccontandone la "resurrezione politica".

Stallone ha appena richiamato in servizio attivo John J. Rambo, il veterano del Vietnam che fu una delle icone del reaganismo degli anni Ottanta. In un momento in cui i repubblicani sono alla faticosa ricerca di un nuovo Ronald Reagan, un’iniezione di "rambismo" può aiutare McCain, soprattutto tra gli anziani veterani di guerra che popolano la Florida. Ma è soprattutto l’effetto-Hollywood che può risultare prezioso. Nel fine settimana debutta nelle sale di tutta America "Rambo", quarto - e presumibilmente ultimo - episodio di una saga che sembrava essersi arenata 20 anni fa dopo i pessimi risultati di "Rambo III", un film ambientato nell’Afghanistan all’epoca ancora invaso dai sovietici. Stallone ha aggiornato il personaggio e lo ha mandato a combattere stavolta contro la giunta militare in Birmania. Uno scenario di grande attualità, anche se lontano dal messaggio di "lotta all’estremismo islamico" che caratterizza la campagna di McCain. Rambo non si batte contro Al Qaida, ma la gente uscirà comunque dal cinema identificando il vecchio Berretto Verde pronto a combattere nuove guerre con il vecchio McCain pronto a offrire la propria esperienza per la sicurezza degli americani. Per gli strateghi del senatore è quanto basta.