Primavera in anticipo, ecco i pollini

Betulle, noccioli e ontani stanno scatenando congiuntiviti, riniti e tossi. Dopo Pasqua toccherà alle graminacee

Strano ma vero. In queste ore ci sono dei milanesi contenti della pioggia. Sono coloro che soffrono di allergia al polline. E sperano che continui a piovere. Solo così potranno tirare, per almeno qualche giorno, un sospiro di sollievo. Una tregua agli starnuti, alla congiuntivite e agli attacchi di tosse comparsi con quindici giorni d'anticipo. «Tutta colpa dei noccioli, delle betulle e degli ontani» spiega Alessandro Fiocchi, il pediatra dell'unità di pediatria della Macedonio Melloni che in questi giorni ne ha visitati di bambini che non hanno gradito l'assaggio di primavera. Per loro quelle scorse non sono state belle giornate. «Oggi sì che è una bella giornata, ben vengano nuvole e pioggia» pensano, almeno non starnutiranno in continuazione e sentiranno gli occhi bruciare e la tosse impedirgli di respirare. Ragazzini sfortunati che hanno perso il gusto di giocare sui prati e che preferiscono starsene rintanati in casa, magari davanti ai video giochi. Gli unici graditi sono i prati, gli alberi e le piante che compaiono sullo schermo del computer. Il guaio che a Milano i bambini allergici al polline sono tanti e aumentano di anno in anno. «Basti pensare - precisa il dottor Fiocchi- che questi fastidi colpiscono il 25 per cento dei ragazzini sotto i dodici anni. Uno ogni quattro. Una percentuale raddoppiata negli ultimi vent'anni. E la tendenza non fa assolutamente ben sperare: il fenomeno è in continua crescita». Ma i bambini non sono gli unici ad essere contenti dell'ultimo cambiamento atmosferico. C'è da giurarci che molti nostri concittadini nei giorni scorsi avrebbero voluto cimentarsi nella danza della pioggia. Solo questa può lenire le loro sofferenze. «Sofferenze che colpiscono il 12 per cento dei milanesi adulti - sottolinea l'allergologo direttore dell'unità di pediatria della clinica Melloni - con gli stessi sintomi che fanno soffrire i bambini. riniti, congiuntiviti e tosse. I noccioli, le betulle e gli ontani solitamente non provocano altri disturbi». Cosa riescono a evitare coloro che soffrono a causa di questi tre tipi di piante? «Le crisi d'asma - risponde Alessandro Fiocchi - che sono quelle che tormentano coloro che sono allergici alle graminacee. Piante, queste, molto diffuse. Ne esistono oltre seicento generi e cinquemila specie: ne fanno parte riso, orzo, avena, mais, granoturco e segale. I pollini delle betulle, dei noccioli e degli ontani risparmiano dalla fame d'aria perché sono grossi». Certo anche questa può essere una consolazione, anche se un po' magra. Gli allergici che per il momento sono esenti da «raffreddori da fieno» possono considerarsi fortunati, ma ancora per poco. Questa primavera milanese anticipata non risparmierà nemmeno loro. E come coloro che soffrono per noccioli, ontani e betulle, quest'anno cominceranno a star male in anticipo. «L'allergia alle graminacee che si manifesta tra fine aprile e i primi di maggio - dichiara il primario - si farà sentire dopo Pasqua». Ma a favorire starnuti e crisi d'asma non è come verrebbe spontaneo di pensare, la maggior vicinanza alla vegetazione. «È stato provato in diversi studi che i bambini che abitano in campagna soffrono meno per colpa delle pollinosi - puntualizza il primario della pediatria della Melloni - stanno peggio coloro che vivono nella metropoli». Colpa dello smog per Fiocchi «ma ad incrementare le allergie al polline sono anche i cambiamenti climatici. Gli sbalzi di temperatura e gli andamenti delle piogge alterano la stagione di crescita delle piante impollinatrici».