Primavera jazz per Moroni e Pozza

Il jazz a «quattro stelle» nelle mani di due grandi pianisti che saranno accompagnati da una eccellente ritmica di livello mondiale. Sono: Dado Moroni e Andrea Pozza al pianoforte, Peter Washington al contrabbasso, Lewis Nash alla batteria.
È questo lo stimolante programma che offre, lunedì sera al Teatro della Gioventù (ore 21.30) il «Borgoclub» di Genova con la sesta edizione dello «Spring Jazz Festival 2007».
Questo recital ha debuttato, con enorme successo, al Teatro comunale di Ferrara sotto l’egida di «Ferrara Musica» (struttura presieduta da Claudio Abbado) costituendo uno dei pezzi forti della manifestazione ferrarese.
«Pensiamo - dice la presidente del Borgoclub Duccia Italiano - di portare a Genova, anche con questa edizione i nomi più significativi del jazz mondiale. I genovesi dovrebbero riempire la sala per applaudire questi artisti sicuramente fra i migliori dello scenario internazionale. Ci auguriamo di avere il pubblico che questi artisti meritano».
Dado e Andrea sono due pianisti di differente temperamento e diversa concezione musicale che si integrano perfettamente riuscendo ad esprimere una musica di particolare fascino ed emotività esaltando con lirismo, energia e creatività le più belle pagine della musica neroamericana e quelle delle proprie composizioni.
Peter Washington, nativo di Los Angeles (1964), ha fatto parte dal 1988 dei «Jazz Messengers» e ha trascorso nove anni con l’incomparabile trio di Tommy Flanagan. Compare in quasi 300 registrazioni: tra i Cd pubblicati nel 2003 ricordiamo «Music of Thelonius Monk», «Human Spirit» e «Concord Records 30th Anniversary». Questi suoi lavori irradiano schegge di una classe superiore.
Lewis Nash, è nato a Phoenix (Arizona). Dal 1981 al 1989 suona con i gruppi di Betty Carter, Ron Carter, B. Marsalis, J.J. Johnson e S. Rollins. Dal 1990 al 2000 fa parte del trio di Tommy Flanagan. Nash, che ha al suo attivo oltre 300 incisioni con numerose leggende del jazz quali O. Peterson, D. Gillespie, H. Jones e S. Getz, è dotato di una grande libertà compositiva ed il suo «drumming» sofisticato sfocia in una sorprendente imprevedibilità di soluzioni.
Chi, tra il pubblico, chiede anche una fisicità di immagine per essere totalmente coinvolto troverà le musiche di Moroni, Pozza, Washington e Nash molto eccitanti: alla sensibilità auditiva dello spettatore si accompagna quasi sempre una sensibilità visiva. Gli strascichi delle voci dei musicisti, le espressioni dei loro volti, i gesti delle mani, gli umori che attraversano le loro menti e li portano a raccontare, in sede di presentazione dei brani in programma, episodi delle loro erranti vite di jazzisti, tutto ciò assume importanza din un concerto jazz dal vivo.
L’iniziativa del «Borgoclub Genova», con questo concerto, è giunta alla seconda serata del programma che prevede altri due incontri ad alto livello nei prossimi mesi. Uno sforzo organizzativo notevole, che permette agli appassionati di jazz ma anche a chi ama la grande musica internazionale di cogliere una prestigiosa occasione.
Sono aperte le prenotazioni sia al Teatro della Gioventù che presso i soliti numeri del club e al box office di Ricordi in via Fieschi.