Le prime scarpe del piccolo Totti? Biancocelesti

Jacopo Granzotto

Tanti, tantissimi fiori, una montagna di biglietti di auguri e persino un paio di scarpette biancazzurre «perché... è un maschietto». Da ieri mattina la reception dell’esclusiva clinica Quisisana ai Parioli funge anche da centro smistamento regali. Quelli recapitati al piccolo Christian, l’attesissimo figlio di Francesco Totti e Ilary Blasi, nato domenica sera pochi minuti prima della 22. Ma anche, disdetta, poco prima che il papà tornasse dalla trasferta. Tre chili e 200 grammi di salute e simpatia per la gioia del capitano della Roma che ha passato la notte con la moglie, il figlio e, forse, il rimorso per quell’aereo non arrivato in tempo dalla Sicilia.
A far visita a Tottino e ai suoi genitori una marea di persone, amici, parenti e qualche tifoso illustre, tra cui il primo cittadino, Walter Veltroni con un gigantesco mazzo di fiori in mano. «Il bimbo è bello, tranquillo e allegro come i suoi genitori e assomiglia tanto a Francesco da piccolo», dice il sindaco. «Ho visto il piccolo Christian mentre dormiva bello pacioso. Faccio le congratulazioni a Francesco perché gli voglio bene, è un romano generoso, solidale, che aiuta le persone più bisognose. Sono sicuro che Christian avrà un buon insegnamento». Chiusura con un proclama sportivamente bipartisan: «L’arrivo di Christian ha svegliato con allegria la città di Roma».
Emozionatissimo il papà che, per il momento, si limita a prendere atto che suo figlio è «bellissimo e assomiglia a tutti e due», Ilary? «sta bene, forse uscirà domani o giovedì». In clinica anche Rosella Sensi, il medico sociale della Roma Mario Brozzi e il preparatore atletico Vito Scala.
Tra bottiglie di champagne e peluche colorati molti mazzi di fiori: un gruppo di amici, Marco, Olga e Ludovica, hanno spedito un fascio di rose rosse, lilium viola e orchidee tra le quali hanno impacchettato - come anticipato - due scarpette biancocelesti. In nome della tradizione, non certo calcistica però.