Le «prime volte» top: il bacio, i figli e lo stadio

Elena Gaiardoni

C'è sempre una prima volta e più di qualcuno se l'è ricordato ieri nella giornata del #PrimoMorsoDay, che ha visto vincere su tutte le esperienze più gradite: il primo, indimenticabile amore.

Milano è per eccellenza la città legata al «battesimo» di un incontro. Parecchi i video che appaiono su Facebook in cui la città lombarda fa da scenario. Sono tanti i giovani che postano l'atteso incontro con i loro cantanti preferiti, blogger, personaggi dello spettacolo, conosciuti per le strade della capitale del fashion e dell'attualità, ma soprattutto sotto il Duomo, anfitrione d'esperienze doc. Ci si stupisce per le file che si vedono passeggiando per la città davanti agli hotel, dove folle di ragazzi attendono l'uscita del big di turno con un'emozione che agli adulti pare esagerata, dimenticando la prima volta che si sono visti i Beatles.

Quale il significato di questo inizio? A rispondere è il professor Michele Cucchi, direttore sanitario del centro medico Santagostino. «Per essere speciale la prima esperienza che si fa in un determinato campo deve avere uno stato mentale di forte coinvolgimento, ma allo stesso tempo non ci devono essere aspettative esagerate, perché generano solo ansia. Ricordiamoci che la nostra mente può essere davvero creativa, ma la realtà non sarà mai come ce la siamo immaginata, e se abbiamo pazienza e non la bruciamo con castelli in aria su come dovrebbe essere per essere perfetta, ci stupirà in meglio». Nella classifica del primo ricordo indimenticabile appaiono dopo il primo amore, la nascita del primo figlio, il primo bacio, la prima volta allo stadio, la prima volta che si è guidato un'automobile, il primo viaggio, il primo giorno di scuola.