Primi voti alle facce da muro che sono già in cerca di voti

Manifesti scontati, slogan fai-da-te e intuizioni più o meno originali per i candidati in campagna elettorale

Ci sono periodi dell’anno in cui aumenta il numero degli incidenti per distrazione. Piccoli tamponamenti e portiere strisciate sul muretto basso. Ti chiedi perché e noti che sono in corso campagne pubblicitarie che tappezzano la città di manifesti tre per sei con ragazze bellissime, più o meno vestite, più o meno ammiccanti, più o meno «distraenti». Ecco, in questo periodo, a Genova, il numero dei microincidenti è in caduta libera. Solo che l’assessore al Traffico mica può sperare che ci siano le elezioni dodici mesi l’anno. Comunque dopo una prima occhiata ai manifesti elettorali, una pagellina semiseria alle prime facce da mettere al muro, ci può già stare.
Al PROFESSIONISTA: 8--. Di mestiere fa il comunicatore. Ed è l’unico che finora ha provato a far firmare qualche modulo per la constatazione amichevole. È Paolo Vanni, con il suo autoritratto a fumetto, sottolineato dal «Forza Vanni» a da quel «1.0000.000 di posti di lavoro. Solo a Genova». C’è persino chi ha pensato che fosse uno dei candidati sindaci, mentre vorrebbe fare «solo» il consigliere comunale per i socialisti. Dopo l’8, però, merita anche due «meno». Uno all’errore: gli zeri sono sette, non sei (se non avesse messo i punti si poteva pensare parlasse di dieci milioni). E uno al secondo giro di manifesti che lo riporta tra i candidati comuni. Era proprio necessario buttarla sui giovani, pur se suoi figli?
Alessandro Repetto è indefinibile. Nel senso che di aggettivi ne servirebbero diversi per dire di un manifesto scontato, banale, cupo, triste. RIESUMATO: 5 di disistima. Per non infierire. A proposito: non sembra, ma è il candidato alla presidenza della Provincia per la coalizione più accreditata, il centro sinistra. Diteglielo.
«Il» o «La» sindaco. Un dilemma che non affascina i genovesi. Marta Vincenzi, con quella sua correzione da maestrina dalla penna fucsia sembra più volersi ghettizzare facendo notare di essere donna, cioè diversa da un uomo, che non mandare un messaggio. Anche perché quello che manda, sulla «nuova stagione», è tutto tranne che credibile. E finisce per essere BANALE: 5.5, anche il manifesto della sua lista civica. Il mezzo punto in più rispetto a Repetto sta nel fatto che sì, in effetti, è donna. Ed è soprattutto diversa come espressione.
I candidati di An sono certo tra i più attivi. Occorre fare una media matematica per il caso di Aldo Praticò, che si rivolge direttamente al genovese medio: «Sii pratico anche tu: vota Praticò». L’esortativo con due «i» sarebbe una finezza da 8.5 all’esame di quinta elementare, una garanzia contro i segnacci rossi alle medie e alla maturità, ma per essere... pratico è un po’ troppo SCOLASTICO: 6.
E sempre a proposito di tempi e di modi dei verbi, non si può dimenticare Mario Menini. Il suo passato remoto nel Psi lo aveva fatto diventare un imperfetto in Forza Italia, e dopo il presente di nuovo socialista, sarà PIROTECNICO: 5.5, lo spettacolo per giungere al promesso «Ritorno al futuro».
Qualcuno si era chiesto «Zoda chi è?». Qualcuno aveva visto quell’adesivino bianco e azzurro, un po’ misterioso, appiccicato a pali e cestini portarifiuti già da qualche mese. Svelato il mistero: Francesco Zoda è un artigiano che vuole essere «Un amico in Comune» sempre per An. Ora lo annunciano i manifesti che purtroppo non sono al livello delle aspettative create. INCOMPIUTO: 7-.
Lui si chiama Alfredo Campa. E per la campagna elettorale ha scelto di campare sul suo nome e portare voti in Comune all’Ulivo. Perché non sfruttare un celebre proverbio che chissà quante volte si è sentito ripetere a scuola dai compagni che lo volevano prendere in giro? Solo che il manifesto esce così: «Vota Campa. Genova cresce». Senza sforzi di fantasia, bastava un «Campa Alfredo, che Genova cresce» per essere un po’ meno CRIPTICO:5-.
Il cuore di Giuseppe Murolo «batte a destra». Una conferma, a distanza di due anni, dall’ultima campagna per le regionali. Il manifesto non è cambiato (RIPETITIVO: 6). Il candidato di An sostiene che è perché in politica occorre coerenza, ma sotto sotto spera che sia diverso l’esito elettorale rispetto al 2005.
Tanti sogni, sui manifesti. Tante speranze, dei candidati. E una certezza. È quella di Andrea Maggiali, che per An punta a un seggio in Provincia a Rapallo. Lui non è superstizioso, il suo slogan è «In questo collegio An ha sempre vinto». ANTISFIGA: voto 2- O 9+. Secondo come finisce.