Primo bagno di folla per Letizia «Andrò a visitare tutti i quartieri»

Incontri con la gente al bar vicino a casa, nei negozi dello shopping e tra le bancarelle con i peluche

(...) «Sì, andrò nelle periferie ma non solo: ho intenzione di visitare tutte le nove zone della città».
La signora ministro piace, un po’ per il piglio da «donna determinata, coraggiosa, caparbia», celoduristi complimenti che le ha riservato sabato sera a cena Umberto Bossi. Alle signore che chiacchierano con lei di temi serissimi come l’imprenditoria femminile assicura con largo sfoggio di senso pratico che cercherà di creare linee di credito particolari con le banche «come è avvenuto per i prestiti d’onore agli studenti». Ricorda che lei stessa, alle prime armi da imprenditrice, per cominciare aveva chiesto un prestito alla Comit, «la banca di famiglia», e che a ogni scadenza «c’era il timore di non farcela».
Molto conquista anche quell’aria dolce e curiosa stampata sui manifesti che tappezzano la città e il sito www.letiziamoratti.it (centottantamila accessi nei primi due giorni) e che le si affaccia spesso in viso, tranne quando deve prendere posizioni sgradite ma necessarie. Come nella sua prima dichiarazione politica, tagliente come una lama: «Dialogherò con tutti ma alla fine deciderò io vicesindaco e assessori». O quando ha spiegato a ascoltatori perplessi che «la lista civica si farà perché è stato già deciso». Fine del dibattito. Si dichiara «un ministro tecnico» ma sa trattare con i politici. «In questi anni ha imparato velocemente e moltissimo a avere a che fare con i partiti» dice Ignazio la Russa, il capogruppo di An che già dieci anni fa era andato a casa sua a chiederle se voleva fare il sindaco. Allora era stato un no, oggi è andata diversamente. In mezzo la presidenza della Rai e il ministero dell’Istruzione, due palestre per decidere saltando tra i compromessi. Così il primo week end la candidata non perde un appuntamento di coalizione: sabato sera brindisi con i leghisti, ieri mattina discorso ai militanti di An, ieri sera cena «con gli amici dell’Udc» con un atteso messaggio di Pier Ferdinando Casini. E ovunque sono baci abbracci applausi coretti, il nome scandito in sillabe dai lumbard e dalla platea di An. I suoi uomini comunicazione la seguono passo passo e sono la squadra di sempre, Paolo Glisenti e Roberto Pesenti, nuovo acquisto il giovane Filippo De Bortoli “rubato” al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. Lei insiste sulla «politica dei valori», parla della famiglia e della scuola e delle tradizioni, racconta fatti e storie, come quando ha conosciuto il leader della Lega e è nato «un rapporto prima di tutto personale, ci siamo ritrovati a cena a casa Bossi e abbiamo cucinato insieme e ci siamo divertiti».
Accattivante e simpatica, forse un po’ timida e lo si nota ora che si nasconde meno dietro tailleur strutturatissimi e gioielli che distraggono lo sguardo dagli occhi. La candidata a sindaco di Milano si concede un look se non sportivo, almeno casual. Pezzo forte il twin set, golfini coordinati ammorbiditi da collane sgargianti e spille spiritose come la mosca che aveva sul petto il giorno alla prima da candidata nella sala delle grida della Borsa. Il giorno delle lacrime.