Primo caso di influenza suina nel Lazio: è un giovane di ritorno dal Messico

Il ragazzo, 25 anni, si è presentato spontaneamente allo Spallanzani per sottoporsi al test, che è risultato positivo. Ha già iniziato la profilassi ed è tornato a casa mentre la sua fidanzata non ha contratto il virus

È tornato dal Messico ed è finito allo Spallanzani. C'è un primo caso di influenza suina nella capitale. Si tratta di un ragazzo di 25 anni, che era stato in vacanza con la sua fidanzata e al rientro, il 30 aprile, si è reso conto di avvertire alcuni sintomi caratteristici del virus, tra cui la febbre, e per questo è andato in ospedale spontaneamente. - «Il ragazzo ha iniziato ad avere la febbre il 27 aprile - riferisce il direttore dell'Unità operativa malattie infettive dell'apparato respiratorio Francesco Nicola Lauria - così il 30 alle 14.30 si è presentato da noi. È stato sottoposto ai test e, in attesa dei risultati, ha deciso di tornare a casa. Oggi (ieri per chi legge, ndr.) è arrivata la conferma della diagnosi. Lo abbiamo richiamato proponendogli il ricovero, ma lui, sentendosi bene, è tornato a casa. Naturalmente gli abbiamo consigliato di non uscire».
Il medico riferisce che il paziente prende i farmaci specifici già da venerdì e che la fase contagiosa è terminata da sette giorni ovvero dall'insorgenza dei primi sintomi, ma per precauzione gli è stata data una prognosi di 10 giorni.
«Il ragazzo - aggiunge Lauria - si è recato in Messico con la fidanzata con la quale però non convive. Anche la giovane, pur non presentando i sintomi, è stata sottoposta a un trattamento profilattico.
«Al momento non c'è nessun altro caso sospetto nel Lazio - interviene il vicepresidente della giunta regionale Esterino Montino -. La rete dei controlli va avanti. In tutti i pronto soccorso sono stati distribuiti test rapidi e abbiamo a disposizione oltre 25mila dosi di vaccini».
«Il mondo scientifico ci ha tranquillizzato e non è il caso di essere allarmisti», aggiunge Luigi canali, presidente della commissione Sanità del consiglio regionale. «Nel Lazio - spiega - abbiamo già fatto quello che dovevamo fare sia attraverso il lavoro della commissione sia grazie all'unità di crisi, che subito si è riunita con il vicepresidente della Giunta Esterino Montino. Tutti gli ospedali sono allertati e abbiamo il vaccino. Insomma, è stato fatto il lavoro preparatorio che va eseguito anche solo di fronte al sospetto di una pandemia. Ci siamo mossi con tempestività, tranquillità e consapevolezza».