Il primo congresso apre ai giovani e chiude a Pd e Udc

Scelte all’insegna del rinnovamento: nessun invito all’opposizione, leader lontani dal palco, diretta web

Adalberto Signore - Vincenzo La Manna

Roma - La platea si allarga, il palco si restringe. Con una coreografia che si concentrerà quasi esclusivamente sull’oratore e una struttura scenica - giura chi l’ha vista - assolutamente innovativa. E se rimangono dubbi sull’inno da cantare (quello di Mameli o l’inedito Inno della libertà), di certo ci sarà il kit del delegato (previste 6.000 unità, contiene pure un libello sui primi dieci mesi d’attività del governo) e le prime tre file saranno riservate non alle nomenklature di partito ma ai ragazzi.

Tanto che sarà Annagrazia Calabria - deputata classe 1982, entrata in Parlamento in sostituzione di Alemanno - a fare da «cerimoniere» della tre giorni del Popolo della libertà alla Fiera Roma. Che si aprirà venerdì con la benedizione dei vertici del Ppe - presente il presidente Wilfried Martens, il segretario generale Antonio Lopez e il capogruppo Joseph Paul - e si chiuderà domenica a pranzo con l’elezione di Silvio Berlusconi a presidente. Per alzata di mano e senza impronte digitali, ma in diretta web, sia sulla home page del sito del Pdl che sul neonato www.pdlcamera.it.

Alla vigilia del Congresso costituente, inizia a delinearsi il programma della prima tre giorni del Popolo della libertà. Anche se tutto è ancora in movimento, visto che ancora ieri sera a Napoli il premier ragionava sugli ultimi dettagli insieme a Roberto Gasparotti, fidato uomo-immagine del Cavaliere. Un matrimonio, quello tra Forza Italia e An, che come in ogni famiglia che si rispetti fa registrare qualche fibrillazione anche sul fronte organizzativo. Non tanto sugli addobbi floreali, quanto ad esempio sull’inno d’apertura che sarà cantato dal coro del professor Corsi. An, infatti, insiste sull’Inno di Mameli, mentre Berlusconi preferirebbe l’inedito Inno della libertà, nuovo di zecca e confezionato per l’occasione. Di certo, non ci sarà Menomale che Silvio c’è.

Ma al di là delle scaramucce da pre-altare, su alcuni punti sembra non esserci discussione. Quindi, via libera al rinnovamento scenico, al ricambio generazionale voluto dal premier, convinto che la testa della platea spetti ai ragazzi e non ai politici. Una presa di posizione che si specchia anche in un’altra novità. Salvo sorprese finali, a scandire i vari interventi sarà un coro di voci bianche, composto da 100 bambini, accompagnato dalle note di una Banda musicale che ricorda, a chi in quei giorni vi salì a bordo, il gruppo che si esibiva sulla Nave azzurra.

Non ci saranno ospiti esterni, perché - spiega Berlusconi - «al congresso fondativo ci va chi fonda». Niente Pd e Italia dei valori, dunque. E pure l’Udc non ci sarà. Presenti, invece, i piccoli che aderiscono al Pdl, da Giovanardi alla Mussolini. Unica eccezione, almeno a quanto dice, il segretario del Pri Nucara («non ho ancora ricevuto l’invito, andrò a vedere nella cassetta delle lettere»).
Domani, insieme al premier (parlerà alle 18 e bisserà domenica), apriranno le danze il sindaco di Roma Alemanno e i vertici del Ppe. Sabato, invece, giornata in cui si alterneranno - secondo il programma provvisorio - diversi ministri e i capigruppo di Camera e Senato, Fini e Schifani. Domenica, prima di Berlusconi, prenderanno la parola i tre neo-coordinatori: Bondi, Verdini e La Russa.

Con il Congresso, poi, nasce la web-tv dei deputati Pdl. E sul nuovo sito Internet, oltre alle immagini dal padiglione 8 della Nuova Fiera, saranno trasmesse le interviste ai singoli parlamentari, messe poi a disposizione (novità assoluta) di tutte le emittenti, anche locali, che ne faranno richiesta. Oltre seicento - dato registrato ieri sera - gli accreditati, tra giornalisti e operatori. Nutrita la presenza di cronisti di testate straniere, tra cui Financial Times e Le Monde.