Primo controesodo «sorvegliato speciale»

Enrico Lagattolla

Fine delle vacanze, e a casa con le tasche vuote. Chiusa la settimana di Ferragosto, è iniziato il rientro dei milanesi in città. Primo fine settimana di controesodo: a disfare i bagagli, alla fine, sono stati in 250mila, 50mila in più dell’anno scorso. E con una metropoli che comincia a riempirsi, si intensificano i controlli antiterrorismo.
Un rientro che prosegue anche oggi. Al momento, dunque, non ancora un vero e proprio «pienone». Ma con le strade che riprendono vita, assieme a stazioni e metropolitane, il piano per la sicurezza predisposto dalle autorità per il weekend di Ferragosto è stato rafforzato. Aumentati, quindi, i presidi delle forze dell’ordine nei punti «sensibili» di Milano. A centinaia, tra carabinieri e agenti della polizia, hanno sorvegliato chiese e luoghi di culto, consolati, le stazioni di Cadorna e Centrale, le metropolitane, e gli aeroporti (a Malpensa e Linate è stato registrato, tra sabato e domenica, il transito di 200mila passeggeri, tra arrivi e partenze), dove sono state impiegate anche le unità cinofile.
Le cifre del primo vero controesodo di questa estate, intanto, denunciano un cambiamento nelle abitudini dei vacanzieri: non più ferie che durano un mese, ma brevi periodi di villeggiatura di una, due settimane al massimo. Secondo i dati dell’Osservatorio di Milano, dei 250mila rientri, 200mila riguardano persone che si sono concesse una vacanza non più lunga di quindici giorni, mentre 50mila sono i forzati del weekend: partenza il sabato e ritorno la domenica.
Questione di tasche vuote. «Rispetto allo stesso fine settimana del 2004 - spiega Massimo Todisco, direttore dell’Osservatorio - i rientri saranno superiori di circa il 15 per cento. E non per il maltempo, quanto per il fatto che il caro-ferie pesa sui portafogli».
Un lento ritorno alla normalità. Già da domani, comunque, oltre il 50 per cento degli esercizi commerciali sarà aperto, mettendo fine al periodo critico registrato nel corso dell’ultima settimana, quando lo scenario urbano più diffuso era quello delle serrande abbassate e dei cartelli di «chiuso per ferie». Città al completo, infine, entro i primi dieci giorni di settembre, con la riapertura delle scuole.
In controtendenza, restano solo i 50mila milanesi che hanno programmato le ferie per l’ultima settimana d’agosto, o la prima di settembre. Una fuga dal controesodo, ultimi scampoli di meritata vacanza.