Il primo convegno a ranghi uniti aperto dai giovani

Un riconoscimento a chi ha voluto fin dall’inizio la fusione delle professioni

Tra i commercialisti, sono i giovani, di entrambe le categorie, che hanno voluto fin dall’inizio e con maggiore forza l’unificazione. Ed è giusto che sia toccato a loro il ruolo di protagonisti del primo atto ufficiale del nuovo corso delle professioni contabili: il congresso europeo, da poco concluso a Montesilvano (Pescara), organizzato dalle Unioni nazionali dei giovani ragionieri e dei giovani dottori commercialisti, con il patrocinio dei rispettivi consigli nazionali e sotto l’Alto patronato della presidenza della repubblica, nel corso del quale si è tenuto anche il secondo Young Auditors Meeting.
«Nuovi scenari per la crescita delle Pmi in ambito comunitario: il ruolo delle professioni contabili» è il tema su cui si sono confrontati i partecipanti, alla presenza dei presidenti dei rispettivi consigli nazionali- William Santorelli per i ragionieri e Antonio Tamborrino per i dottori commercialisti- e, naturalmente, dei due giovani presidenti Massimo Lusuriello (ragionieri) e Marco Piemonte (giovani dottori).
«Siamo orgogliosi- ha detto Lusuriello- di ospitare nel nostro Paese il secondo meeting dei giovani delegati delle associazioni contabili europee, dopo quello del 2003 a Reims, in Francia. L’ambito europeo offre nuove e interessanti possibilità ai giovani commercialisti, che si stanno sganciando dal modo classico di intendere la professione, tutto fisco e scritture contabili, per affiancare le imprese italiane che si insediano fuori dei confini nazionali. E siamo altrettanto orgogliosi che questo avvenga in un momento così importante per noi, al debutto dell’Albo unico».
Aggiunge Marco Piemonte: «Questo congresso ha un significato simbolico ma anche sperimentale: organizzare insieme un evento così importante, a pochi giorni dall’unificazione, ha comportato il metterci alla prova, per superare le oggettive difficoltà, e anche una crescita per entrambe le categorie, attuando per primi quello che sarà la regola di domani». Certo, non tutti gli ostacoli sono spariti: «L’Albo unico non è un punto di arrivo ma di partenza- dice Massimo Lusuriello- Ora la casa comune va costruita, soprattutto a livello locale. E toccherà a noi giovani, che in entrambe le categorie abbiano fortemente voluto questa unificazione per porre fine a un anacronismo dannoso per i clienti e per chi vuole intraprendere questa professione, impegnarci per concretizzare questa fusione, costruendo così una categoria forte, capace di difendersi dagli attacchi a cui è sottoposta quotidianamente, come la concorrenza sleale dei Caf».