Primo giorno a Montecitorio

Se non si sapesse quanto guadagneranno, di che agevolazioni potranno usufruire, a quali conflitti di coscienza probabilmente andranno incontro, farebbero una tenerezza infinita. Daniela Cardinale, 26 anni, eletta nelle file del Pd, papà ex ministro che la guarda orgoglioso, minuta e castana, trema talmente tanto che per un attimo ci si chiede se riuscirà a terminare la frase davanti alla telecamera: «Mi impegnerò al massimo», dice precipitosa, la voce un soffio, gli zigomi scossi dalla paura. Un altro scricciolino biondo, Barbara Mannucci, 26 anni e tre mesi, del Pdl, torna indietro perché si è dimenticata gli occhiali da sole dentro la Sala della Regina: «Chissà dove li ho lasciati. Credo di essere la più piccola, o quasi, con Daniela». Non si conoscono, arrivano da schieramenti opposti, pedigree politico una, figlia di pensionati l’altra. Se non si guardasse dentro il loro «kit» da parlamentare, verrebbe da pensare che il Paese sta cambiando se sugli scranni di Montecitorio da oggi siederanno due onorevoli ragazzine così. Ma forse è concesso pensarlo, un po’. In questa legislatura alla Camera l’età media si è abbassata: da 51,5 a 50,2 anni. I ragazzi sotto i 29 sono 5, i giovanotti sotto i 39 sono 71 (erano 46).
Neanche i commessi della Camera ci credono: «Nata nel 1982?». Millenovecentottantadue. Quando la Nazionale di Bearzot vinceva i mondiali di calcio Daniela e Barbara erano in allattamento. Ma che Parlamento è? Per metà è nuovo: quattro su dieci sono matricole, gruppi parlamentari spianati e marchi storici fuori dalla casa dei deputati.
Da ieri hanno iniziato a registrarsi, dati e foto per l’inserimento nel «facciario» della Camera (si chiama così), e lo hanno fatto per primi i nuovi, quelli che «mia mamma ancora non ci crede», quelli che non trovano le uscite, cercano il gabinetto, girano con la mappa in mano, ti danno il cellulare privato come a un’amica, si dimenticano le cose dall’emozione, stringono la busta delle password, le brochure, i vantaggi dell’agenzia di viaggio e della banca interna, come un diploma di maturità.
Sono 225 alla prima volta. E se ieri hanno fatto capolino per la registrazione deputati navigati come Gaetano Pecorella, o Paola Binetti passata alla Camera dal Senato, gli occhi (e le speranze) erano tutti per loro: i debuttanti. La gara tra Pd e Pdl ai cuccioli candidati sembra aver sortito effetti. Basti pensare che la trentunenne Giorgia Meloni fa da accompagnatrice a Marco Marsilio, «che era uno dei miei responsabili», e che per i casi della vita entra a Montecitorio dopo di lei. Un palazzo per giovani, dicono i numeri e le prime immagini. E un palazzo anche per donne: quasi una su quattro. Ancora poco, ma la percentuale è salita. Le deputate adesso sono il 22%. Erano il 17% nel 2006.
Donne mamme, spesso. La parlamentare molisana del Pdl, Sabrina de Camillis, arriva con marito e bambini. Mentre i piccoli giocano con il telefonino sotto il busto di De Gasperi, il consorte Gaetano Venditti racconta che avevano iniziato insieme in politica, e che poi lui ha fatto un passo indietro, e baderà ai bimbi dal martedì al giovedì: «Sabrina ha lavorato molto di più di un uomo, imporsi come donna è difficile. Ha fatto tanto, ora non esclude un ruolo di governo...».
Anche gli accompagnatori hanno un ruolo importante nel primo giorno di scuola: Francesco Giro di Forza Italia tiene a braccetto Maurizio Scelli, già presidente della Croce Rossa: «Sento un grande senso di responsabilità», ammette. C’è emozione, e non ancora mestiere, nelle parole dei «deb». Saoud Sbai (presidente delle donne marocchine, Pdl) racconta come in famiglia sono tranquillissimi, «mi danno stabilità», ed è lei l’agitata, che non sta nella pelle: «Dovrò studiare tanto». Quasi timido, e pure non dovrebbe esserlo davanti alle telecamere, Luca Barbareschi: «Ho fatto il giullare per tanto tempo, ora mi voglio impegnare». Spera nell’arrivo di «un’autentica libertà intellettuale» dopo l’addio «degli estremisti di sinistra e di destra» l’editorialista del Giornale eletta nel Pdl Fiamma Nirenstein.
E se vai a scavare scopri che i «deb» sono pieni di obbiettivi e dal passato spesso consistente. La mascotte del Pdl Barbara Mannucci, che viene dai circoli di Dell’Utri, racconta che lei la tessera di Forza Italia l’ha presa a 14 anni, e pensa che «il presidente Berlusconi mi abbia scelta per sfinimento». Sorriso senza paura, conquista commessi e addetti alla registrazione Nunzia De Girolamo, 32 anni, coordinatrice provinciale per Forza Italia dei Giovani del Sannio, ma subito si capisce che non è una figurina: avvocato, coordinatrice cittadina di Forza Italia di Benevento, ha portato i ragazzi iscritti «da zero a cinquecento». Poi c’è la piccola star cercata da tutte le telecamere Marianna Madia, ventisettenne speranza di Veltroni. Lui ha perso, ma lei è in Parlamento: e vuole un’opposizione e una legislatura «costruttiva». «Agli interessi di parte dovremo anteporre gli interessi degli italiani», dice Giorgia Meloni, classe ’77. Che il primo giorno sia come tutti i giorni.
Emanuela Fontana