Primo giorno in Parlamento: chi sono i debuttanti in ballo

Abelli e Beccalossi forse al governo. Esordio romano a 83 anni per Veronesi

E ora chiamateli «onorevole». Per tutta la vita, perché tra i tanti privilegi degli eletti c’è un titolo da conservare vita natural durante. Anche quando lasceranno lo scranno appena conquistato. Oggi primo giorno di Camera o Senato per i nuovi arrivati. Numerosa (ma non troppo) la pattuglia dei milanesi per nascita o adozione pronti ad affrontare la nuova avventura romana. Dolce vita o girone dantesco lo scopriranno tra poco. Per ora ci sono le registrazioni, il ritiro del mitico «tesserino» dai tanti benefit, e oggi le prime votazioni per eleggere i presidenti. Poco più che routine per gli habitué, un momento da libro dei ricordi e racconto ai nipotini per quelli che varcheranno per la prima volta gli austeri poltroni dei palazzi romani.
Come il giovane Matteo Salvini, vicesegretario della Lega lombarda e capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino. Due gli obiettivi già dichiarati, «più soldi a Milano e introduzione dei reati di prostituzione e accattonaggio». Con lui a Montecitorio, compagna di camicia verde, l’ex consigliere comunale Laura Molteni immortalata durante la foto con gli eletti pubblicata venerdì dalla Padania mano nella mano con Umberto Bossi. Il capo. Sicurezza e carovita le sue priorità. Rimanendo nel centrodestra fa il suo esordio romano anche Giancarlo Abelli. Politico di lungo corso, assessore in Regione, braccio destro del governatore Roberto Formigoni e grande esperto della sanità lombarda, è pronto a portare la sua esperienza anche al governo. Magari, come si dice, con un posto da sottosegretario. Dalla Regione traslocano anche due colonnelli di Alleanza nazionale. Il vicepresidente Viviana Beccalossi e l’assessore Massimo Corsaro. La prima dopo essersi occupata dell’agricoltura di un territorio che, nessuna lo ricorda mai, è la regione più agricola d’Italia. E aver conquistato la fiducia degli agricoltori, ma anche di molti avversari. Lo stesso dicasi per Corsaro, voluto a Roma da vertici di An. E adesso, dunque, si apre la corsa ai tre posti in giunta lasciati liberi. Non in giunta ma in consiglio regionale, invece, resterà libero il posto di Giancarlo Serafini. Tra i fondatori di Forza Italia, molto legato al presidente Silvio Berlusconi, ex assessore in Provincia, eletto nell’ultima tornata al Pirellone, ora Serafini dopo molti incarichi fa il grande salto.
Eletto nel centrosinistra, ma pronto a ricoprire un incarico di prestigio anche con l’appoggio del centrodestra, è il giuslavorista Pietro Ichino. Docente di Diritto del lavoro all’università Statale, una vita sotto scorta dopo le minacce delle Nuove Brigate rosse, il professore potrebbe diventare presidente della delicatissima commissione Lavoro della Camera. Di fatto non si tratta proprio di una matricola, perché ha già svolto l’incarico di deputato dal 1979 al 1983 come indipendente di sinistra nelle file del Pci. Assolutamente una novità, invece, l’elezione al Senato di Giuliana Carlino, interprete a Milano del Di Pietro-pensiero. E oggi a palazzo Madama entrerà anche Marilena Adamo, il capogruppo del Partito democratico in Comune. Un laurea in filosofia, al momento della nomina è costretta un po’ a malincuore ad ammettere che «metà della gioia è scappata via subito, vedendo i risultati in generale». E non erano ancora arrivati quelli di Roma con il leader della Destra sociale Gianni Alemanno diventato sindaco. Un laurea in filosofia ha anche Luigi Vimercati, sottosegretario alle Comunicazioni in quota diesse nel secondo governo Prodi, ma mai deputato. Già del Pci, poi Pds, Ds oggi Pd, ha percorso tutta la storia dell’ex partito comunista. Tutta strada che si è risparmiato il professor Umberto Veronesi, stimatissimo oncologo di fama mondiale che solo con l’età ha scoperto la passione per la politica. Anche lui una matricola. Anche se a novembre compirà 83 anni. Auguri anche a lui.