Primo via libera alla riforma dei contratti

da Milano

Fra Milano e Brescia c’è una volontà comune di risolvere le incomprensioni fra i due principali azionisti di A2A e per fare questo occorre che cessino le polemiche delle ultime settimane. Il Comune di Brescia si darà tempo fino alla pubblicazione del bilancio 2008 della superutility lombarda, nei primi mesi del 2009, per trarre le conclusioni sul primo anno di vita della società nata dalla fusione fra Aem e Asm, che potrebbero comportare il ritorno al sistema tradizionale di governance dal duale, il divorzio del matrimonio a due o il cambio di alcuni manager.
È questo in sintesi quanto emerso dall’audizione del presidente del consiglio di gestione, Giuliano Zuccoli, alla commissione Bilancio del comune di Brescia, a una settimana dalla precedente audizione del presidente del consiglio di sorveglianza, Renzo Capra, che si era lamentato della gestione del gruppo.
«Fra me e Capra non c’è alcun conflitto. Di lui conosco pregi e difetti, ci conosciamo da tantissimi anni. C’è stata una fusione fra l’Aem, la più grande utility d’Italia, e Asm, al quarto-quinto posto. Si tratta di un processo di fusione non facilissimo», ha detto Zuccoli in una conferenza stampa.
Secondo Zuccoli, la questione di un presunto conflitto è stata enfatizzata dalla stampa mentre occorrebbe tornare a guardare all’andamento reale del gruppo. Il manager ha pertanto respinto l’accusa del sindaco di Brescia, Adriano Paroli, sui risultati del primo semestre che ha invece definito «tutt’altro che deludenti: la seconda parte dell’anno ribalterà i risultati del primo semestre».