Primo maggio: dopo la festa si contano i danni

Settecentomila persone inchiodate a piazza San Giovanni da quasi dieci ore di rock, quattro feriti, trecento persone soccorse per casi di collasso dovuto a stanchezza o eccesso di alcol o droghe leggere, due vagoni di treno devastati, settanta tonnellate di rifiuti, qualche tafferuglio qua è là. E poi polemiche, tante polemiche, non solo per le battute del presentatore contro il Vaticano, ma anche per il degrado post-concertone del primo maggio. Nel day-after del tradizionale appuntamento romano organizzato per celebrare la festa dei lavoratori ricordando le morti bianche, sono i numeri a tenere banco: dalla quantità di spazzatura «prodotta», al numero di uomini che si sono occupati della sicurezza dei partecipanti.
Quattro giovani, tre ragazzi e una ragazza, sono finiti all’ospedale dopo essere rimasti feriti durante il concerto. La donna, di 36 anni, è caduta da una pedana per disabili istallata vicino ai bagni pubblici sulla quale si era arrampicata per vedere meglio lo spettacolo: qui ha avuto un breve litigio con un giovane, poi denunciato a piede libero, che l’ha spintonata facendola precipitare. Al San Giovanni i medici l’hanno ricoverata in osservazione per prudenza. Stessa sorte per un ventenne travolto da un altro ragazzo caduto dall’albero sul quale si era arrampicato. Entrambi sono stati tenuti in osservazione. Un giovane di 38 anni, invece, si è fratturato il malleolo scivolando dall’autobotte sulla quale era salito in cerca di una visuale migliore. Ma a fine serata i soccorsi effettuati per casi di minore entità, per lo più collassi, sono stati circa 300. Sulla folla ha vigilato una task force di oltre 200 operatori tra protezione civile, croce rossa e 118. Agli angoli della piazza una quindicina di ambulanze, tre macchine dei vigili del fuoco e quattro postazioni mediche avanzate.
Tantissimi i «fuori sede» che hanno montato una canadese sul prato e hanno steso teli da pic-nic per consumare il pranzo al sacco e per bere birra prima del concerto, iniziato alle 16 in punto con un omaggio al rock italiano. Nella conta degli immancabili danni del dopo concerto anche due vagoni del treno Villa San Giovanni-Roma completamente distrutti da un gruppo di giovani, probabilmente ubriachi, arrivati nella capitale proprio per assistere alla kermesse musicale. Cinque calabresi sono stati denunciati per danneggiamento, molti altri sono riusciti a fuggire prima che gli agenti della Polfer li identificassero tirando il freno di emergenza prima che il treno entrasse in stazione. Quando la musica ha smesso di suonare e la gente ha comiciato a lasciare la piazza, subito dopo la mezzanotte, sono scattate le operazioni di pulizia. All’opera 180 operatori dell’Ama, con 50 mezzi, tra maxi-camion, pale meccaniche, spazzatrici, lavastrade: alla fine sono state raccolte 70 tonnellate di rifiuti. Immancabili le polemiche: «Il consueto “bollettino di guerra” del dopo concerto - commenta Fabrizio Sequi, consigliere di Fi alla Regione - è quest’anno assai corposo: verde pubblico distrutto, aree giochi per bambini divelte da delinquenti, vendita di droga e fumo a iosa hanno lasciato il segno sul quartiere».