Il primo ministro? All’estero puoi anche prenderlo a calci

La disoccupazione al diciannove per cento, il dibattito parlamentare sulla manovra economica, la giustizia che va riformata. Si, va bene, ma prima le cose serie: «Scusate, devo lasciarvi: sono chiamato da un impegno improrogabile...» Viktor Orban, primo ministro dell'Ungheria per tre anni con il 47% dei voti, si congedava così dalla riunione settimanale di governo, come fosse scattata un'improvvisa emergenza nazionale. Doveva invece aggregarsi alla squadra del suo paese, il Felcsut, terza categoria, perchè sennò il mister Laszlo Nagy, premier o non premier, lo lasciava fuori squadra. Orban, mediano tignoso alla Gennarino Gattuso, perse poi la guida del Paese ma si prese la panchina di Nagy. Ma adesso c’è chi fa meglio di lui. Boiko Borisov, primo ministro bulgaro, che si trova in corsa per il premio Calciatore dell'anno nel suo Paese. Per ora, così dice un sondaggio, è secondo solo a Dimitar Berbatov, che è pur sempre il centravanti del Manchester United, ma davanti al regista dell'Aston Villa, Stiliyan Petrov e al portiere del Twente Nikolay Mihaylov. Non era mai successo che un dilettante si misurasse con i professionisti del pallone, fino al 4 dicembre se la giocherà con tutti, poi una commissione di giornalisti sportivi, più che il voto popolare, sceglierà a maggioranza ovviamente bulgara, il migliore tra i dieci selezionati dal sondaggio. Borisov, 52 anni, che gioca con il Vitosha Bistritsa, campionato dilettanti, prima di diventare primo ministro nel 2009 è stato anche allenatore della nazionale bulgara di karate. Peggio di lui c’è solo Evo Morales, caudillo della Bolivia, che si è fatto ingaggiare in serie B dal Litoral, la squadra della polizia, con la maglia numero dieci. Gioca centrale a sinistra, come in politica, ma in posizione più arretrata. Sarà per questo che lo chiamano il Medio Evo?