Primo mottetto

Lo sai: debbo riperderti
\[e non posso.
Come un tiro aggiustato
\[mi sommuove
ogni opera, ogni grido
\[e anche lo spiro
salino che straripa
dai moli e fa l’oscura primavera
di Sottoripa.

Paese di ferrame e alberature
a selva nella polvere del vespro.
Un ronzìo lungo viene
\[dall’aperto,
strazia com’unghia ai vetri.
\[Cerco il segno
smarrito, il pegno solo ch’ebbi
\[in grazia
da te.
E l’inferno è certo.