Il primo museo dedicato ai tasti magici

Apre l’esposizione delle macchine per scrivere che hanno fatto epoca

La macchina da scrivere Williams 1 coupè fu costruita a Brooklin nel 1891, in soli 1647 pezzi, ed è un’autentica rarità. Uno di essi si trova esposto all’interno del primo Museo della Macchina da Scrivere di Milano (via L. F.Menabrea 10), promosso dall’Associazione Culturale Umberto Di Donato, con il patrocinio del Comune di Milano zona 9, e che ha da poco aperto i battenti. È un pezzo bellissimo e raro, come una farfalla. A guardarla bene un po’ le assomiglia anche.
E come ogni cosa bella e preziosa che si rispetti, anche questa macchina da scrivere, che Di Donato non esita a definire «il regalo più bello che io abbia mai ricevuto», ha un suo mistero.
Era un 24 dicembre, tra auguri da scambiare e pacchetti da scartare. Quella vigilia di Natale degli anni Ottanta, quando un certo Walter, venuto a conoscenza della sua raccolta, si mise in contatto con lui, e gli propose di incontrarlo. «Arrivò a bordo di un furgoncino. Aveva una barba lunghissima e bianca, e in mano una borsa di plastica», ricorda Di Donato. «Ammirò la mia collezione, mi fece i complimenti, e mi fece un regalo. Dentro quel sacchetto di plastica c’era una Williams 1 coupè. Se ne andò prima che io potessi ringraziarlo o sapere di più. Da allora non l’ho più rivisto». Oggi quella macchina da scrivere si lascia ammirare all’interno del museo, insieme alle altre compagne d’avventura, per un totale di oltre 400 modelli presenti, molti dei quali frutto di donazioni, tra pezzi di recente acquisizione, come una Odell del 1887, una Williams 1 Curved del 1891, una Blickensderfer del 1895, una Mignon Aeg del 1903, una Perkins Brille della fine dell'800 e una Oliver del 1916, ma anche rarità del calibro della macchina Underwood costruita nel 1898 e macchine per la scrittura Braille e calcolatrici meccaniche della prima metà del secolo scorso. All’interesse che coltiva da sempre questa passione, Umberto Di Donato ha dedicato anche un affascinante libro, «Il tasto magico, o dell’importanza della macchina da scrivere» (in vendita presso il museo).