Il primo parco-giochi a misura di disabile

Rompere le barriere che impediscono l’incontro tra le diversità. Nasce così, da un’idea di alcuni cittadini-genitori il progetto di uno spazio dedicato a grandi e piccini per divertirsi e condividere. Altalene a due posti, dondoli a forma di canestro, scivoli alti meno di un metro facilmente raggiungibili anche con la sedia a rotelle. Il primo parco giochi accessibile del centro-sud Italia si chiama «Parco in Movimento», ha solo pochi giorni e si trova ad Aprilia. Nato dall’iniziativa dei residenti e realizzato grazie al sostegno delle istituzioni locali e regionali, il Parco è il frutto riuscito di un vero e proprio esperimento di partecipazione sociale: un progetto da 73mila euro nel quale inizialmente nessuno sperava a causa degli alti costi, ma che infine ha trovato compimento grazie al finanziamento della Regione Lazio, del Comune di Aprilia, e in buona parte degli stessi cittadini, che - con una raccolta di fondi durata tre anni - sono riusciti a mettere a disposizione, oltre al loro tempo e alle loro competenze, la somma non indifferente di 22mila euro. Ma i cittadini non ci hanno messo solo i loro soldi e la loro volontà, ma anche le loro professionalità: architetti, pediatri, mamme e papà, hanno prestato la loro opera gratuitamente per la realizzazione del progetto. Si è dato via così a uno studio accurato degli spazi e delle altezze, dei colori e delle forme. Il risultato è un insieme di giochi e percorsi all’interno del quale anche chi per camminare ha bisogno di ausili come passeggini, carrozzine e sedie a rotelle, può accedere, socializzare e divertirsi. Forti contrasti fra sagome e sfondo sono stati poi privilegiati per non confondere e distrarre i bambini con deficit visivo. «Un'esperienza importante e significativa - ha commentato il consigliere regionale Domenico Di Resta, promotore dell'emendamento che ha permesso il finanziamento regionale alla realizzazione del parco - non solo perché si dota Aprilia di un'area giochi accessibile, ma soprattutto per la coesione sociale che ha caratterizzato l'iniziativa. Perché il lavoro fondamentale è stato svolto dai comitati cittadini, dalle associazioni e dai bambini stessi: una bella dimostrazione di aggregazione e partecipazione.