Primo sì alla finanziaria. Ecobonus in aula

RomaLa legge di stabilità supera la prima boa, quella della commissione Bilancio della Camera. Il via libera è giunto ieri dopo una notte di difficili trattative all’interno della maggioranza, risolte anche grazie a un incremento dei fondi per l’editoria, compresa quella di partito, richiesto dai finiani di Fli. Ora il provvedimento - inizialmente solo tabellare, ma accompagnato da misure concrete per una spesa aggiuntiva di 5 miliardi e 700 milioni di euro - passa all’aula di Montecitorio, che incomincia l’esame martedì.
Proprio in aula, secondo quanto anticipato dal viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas, potrebbe essere reintrodotto l’«eco-bonus» del 55% sulle spese di ristrutturazione edilizia che comportano risparmio energetico. Il bonus scade a fine anno, opposizione e Fli, sollecitano un suo rifinanziamento per il 2011.
Vegas si augura che il passaggio nell’aula della Camera e, successivamente in Senato, sia rapido e soprattutto indolore. «Il Paese - spiega - si può dividere sulla linea politica, ma non sulla finanza pubblica: prima si chiude e meglio è». Non è escluso che il governo possa, a scanso di sorprese, ricorrere alla fiducia. Vegas replica a chi accusa il governo di avere utilizzato coperture una tantum (come i proventi delle aste tv) per provvedimenti strutturali: «Sarebbe meglio avere coperture definitive - osserva - ma visto che parliamo di spese discrezionali, anche le altre coperture sono ragionevoli».
Le principali novità del provvedimento spaziano dalla finanza locale ai provvedimenti anticrisi, alla detassazione sul salario di produttività, all’Università. Sono in arrivo 470 milioni per l’allentamento del Patto di stabilità interno. Ai Comuni anche il rimborso per i mancati introiti dell’Ici nel 2008 (344 milioni). Insieme ai 347 milioni per lo stop del ticket sanitario, a Regioni e Comuni vengono destinati 1,161 miliardi. Nei Comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità ci sono il divieto di assumere personale e il taglio di indennità di funzione e gettoni di presenza del 30%. Un fondo da 60 milioni, invece, va ai Comuni «virtuosi» per pagare gli interessi passivi maturati col ritardato pagamento dei fornitori.
La legge stanzia anche 1,5 miliardi per gli ammortizzatori sociali e le politiche per il lavoro. Tra le misure la proroga della cassa integrazione in deroga, ovvero per i precari, per il 2011. Al fondo per le politiche sociali vanno 200 milioni. Viene prorogata con 835 milioni la detassazione del salario per i contratti di produttività. L’intervento prevede un’imposta sostitutiva del 10% per i redditi fino a 40mila euro (finora la soglia era 35mila).
Al sistema universitario andrà un miliardo. Ci sono inoltre 25 milioni per il sostegno agli atenei non statali, mentre alle scuole paritarie vanno 345 milioni di euro. Per la proroga delle missioni militari all’estero sono stati stanziati 750 milioni, e 100 milioni per il 5 per mille. Alle tv locali vanno 45 milioni di euro. E arrivano 135 milioni in più per l’editoria: 100 a sostegno del settore, 30 per i finanziamenti del credito d’imposta sulla carta e 5 per la stampa estera.