Il primo tradimento di Prodi: la Liguria fuori dal Governo

Paola Setti

Alle 12.30 Romano Prodi presenta la sua squadra e ai liguri si gela il sangue: nemmeno un ministro, nemmeno uno. Alle 16.30 il presidente del Consiglio sale al Quirinale per prestare giuramento nelle mani del Capo dello Stato e ai liguri il sangue ribolle: niente, la Liguria è fuori dal Governo. «I sottosegretari? Ormai è fatta» dice infatti il premier ai giornalisti. In Liguria è il segnale che si può smettere di sperare. Non c’è più spazio per le trattative, fine delle contrattazioni. C’è Lorenzo Forcieri alla Difesa, nessun altro. Il senatore Ds vive ore tranquille, il segretario Piero Fassino lo ha chiamato per annunciargli il lieto incarico, i suoi in quel della Spezia hanno stappato lo spumante prima ancora dell’annuncio ufficiale.
Fuori Giuseppe Pericu, il totoministri gli assegnava la Funzione pubblica e invece niente. Fuori Grazia Labate che sperava nella Sanità, i Ds ci hanno provato fino all’ultimo, macché. Fuori, soprattutto, Rosario Monteleone il segretario ligure e consigliere regionale della Margherita, che pure aveva ricevuto rassicurazioni sia da Lamberto Dini sia da Francesco Rutelli. Erano state dichiarazioni pubbliche, mica strette di mano ufficiose: «Monteleone sarà sicuramente sottosegretario» avevano sorriso entrambi e in momenti differenti a microfoni e taccuini. Lo avevano messo pure per iscritto, nero su bianco su un comunicato. Vatti a fidare. Gli hanno sparato due volte: la prima escludendolo dalle liste elettorali e promettendogli il posto di sottosegretario. La seconda rubandogli pure quello. Dicono che abbia pesato persino il peso, di Monteleone. Quello fisico, ebbene sì, la sua stazza rende difficoltosi gli spostamenti, pare non sian cose da sottovalutare. Di certo c’è che il partito gli aveva chiesto le dimissioni, da segretario del partito e da consigliere regionale, per tuffarsi nell’ignoto di un sottosegretariato che no, non gli avrebbero detto in anticipo quale sarebbe stato. Lui voleva un ruolo (...)