Le principali tappe della vicenda

6 gennaio: Libération annuncia che da «24 ore non si hanno notizie di Florence Aubenas» e del suo accompagnatore iracheno Hussein Hanoun.
7 gennaio: A Bagdad, tre uomini incappucciati dichiarano a due reporter iracheni che giornalista e interprete «stanno bene».
13 gennaio: Il presidente iracheno Ghazi al-Yawar afferma che Bagdad «sta facendo tutto il possibile per ottenere la liberazione della Aubenas».
17 gennaio: Al-Yawar afferma che è un sequestro a scopo di riscatto.
20 gennaio: Corteo per la giornalista alla moschea di Parigi. Appello «a tutti i musulmani del mondo» per la sua liberazione.
1° marzo: Florence Aubenas chiede aiuto in un video. Si rivolge in particolare al deputato dell’Ump, Didier Julia, che aveva cercato senza successo, in precedenza, di liberare i due giornalisti Christian Chesnot e Georges Malbrunot.
3 marzo: Raffarin chiede ai rapitori di rivolgersi ai «soli servizi ufficiali francesi».
5 aprile: 142 media europei firmano una «Dichiarazione di Bruxelles» a sostegno della giornalista francese.
5 giugno: 150° giorno di prigionia di Aubenas e Hanoun: iniziative di solidarietà in Francia, Belgio, Lussemburgo, Italia, con lancio di 200 mongolfiere.
7 giugno: Il direttore di Libération Serge July afferma di «avere la sensazione che le cose stiano evolvendo» e che con i rapitori è stato «stabilito» un contatto.
11 giugno: Robert Menard, segretario generale di Reporters sans Frontières, sostiene che i rapitori avrebbero chiesto un riscatto di 15 milioni di dollari. Il ministero degli Esteri smentisce, Menard si corregge e dice di essersi «fatto capire male».