Un principe azzurro travestito da clochard

Con l’agenzia matrimoniale era stata chiara: «Americani non ne voglio». E su quello non aveva nessuna intenzione di cedere. Iulia si era presentata lì con un sorriso timido, un amore perduto e il cuore in subbuglio. Aveva uno stipendio da parrucchiera da dividere per due ma nessuna pretesa se non quella di trovare qualcuno che le volesse un po’ di bene. Perché Vinnitza, Ucraina occidentale, non è esattamente un paradiso, e la vita è dura qui per due bambine, soprattutto se una delle due è la mamma. Degli americani non si fidava: bugiardi, pensava, bugiardi come nessuno al mondo. Un giorno però le capitò tra le mani, tra mille anonime e solitarie corrispondenze tra delusi, un messaggio firmato Kevin: arrivava dal Minnesota, era una lettera piena di ottimismo con in allegato un sorriso smagliante. Fu come una scossa al cuore. C’era un’avvertenza però: «Vivo con la mamma e sono povero povero, non posso darti molto più di quello che hai». Non vi dico le amiche: «Per sposarti un disperato mica c’è bisogno di andare in America, sai quanti ne trovi qui...» Vabbè, chi se ne importa, pensò Iulia: «Gli piacciono i bambini, i fiori, gli animali e ha un cuore grande così». Per lei che aveva in dote solo la bellezza poteva bastare per il resto della vita. Gli risponde, lo invita a Vinnitza, riempie il frigo di roba convinta di trovarsi di fronte uno scheletro affamato e promette: «Vieni qui che i capelli te li taglio gratis io». Se è per questo Kevin si presenta anche peggio di così: i jeans rovinati, le scarpe rotte, le camicie sdrucite. Ma sapete com’è, alla bambina piaceva quasi più che alla mamma, e così... «Resta a Vinnitza, vedrai, starai meglio che in America, mio padre ti insegnerà a fare l’idraulico». Kevin però nascondeva un segreto. Prima andiamo nel Minnesota le dice, ti presento mamma e poi faremo quello che vuoi tu. Affare fatto. Arrivata a Saint Paul Lina ha ricevuto il regalino che Kevin gli aveva promesso, una cosina senza pretese, messa su con qualche risparmio: una sfavillante limousine con enorme fiocco rosso sulla capote con cui raggiungere casa, una villa su tre piani arredata con pezzi di antiquariato e una stanzetta piena di giocattoli per Lina. Kevin proprietario di una catena di concessionarie d’auto era assolutamente ricchissimo «ma volevo trovare una donna che amasse me e non il mio portafoglio». Si sono presentati al matrimonio su due aerei da turismo, lui in cilindro con su scritto «Non mi risposerò mai più», lei con sul cappellino: «Nemmeno io». Pensare che sembrava un barbone. Vatti a fidare degli americani: bugiardi come nessuno al mondo...