Il principe candidato: «Papà? Dà i miei santini per strada in Svizzera»

da Milano

Principe, come va il tour in Europa?
«Benissimo, ho potuto incontrare tanti italiani all’estero, con molti problemi ma sempre grande affetto per me».
Tappe del tour?
«Ho fatto Svizzera, Germania, Belgio, Danimarca, poi ho fatto un po’ di Spagna, Francia del Sud e del Nord...».
Bel giro.
«Tutto in macchina, 1000-1200 chilometri in media al giorno, da tre settimane».
Una sfacchinata.
«Ma son contento, è un’esperienza bellissima. Faccio il porta a porta, parlo con la gente, vado a cena con loro. Ieri ho fatto un discorso all’1.30 di notte in un locale di Monaco».
A Bellinzona però l’hanno fischiata.
«Erano operai in sciopero da 13 giorni, il clima non era certo sereno. Ma io ho voluto prendere il rischio e andare lo stesso in quella fabbrica».
Però l’hanno contestata.
«Mi ha fischiato solo un gruppetto di 5 o 6 persone, su 300 operai. Ma io lì ci sono andato. Altri restano negli alberghi di lusso».
Altri chi?
«Veltroni. È andato a Bellinzona, ma non ha messo piede in fabbrica. Ha ricevuto una delegazione in un hotel a 5 stelle. Vede? Un ex comunista fa così e un principe invece va in fabbrica».
«Principe, faccia qualcosa per l’Italia». Ma davvero la gente la ferma per strada e glielo chiede?
«È vero, e sinceramente non capisco nemmeno perché. Non posso ancora conoscere bene l’Italia. Ma c’è un malessere, la gente cerca un punto di riferimento, qualcuno a cui parlare».
Mi faccia indovinare: lei?
«Grazie a Quelli del calcio sono entrato nelle case di molti come un giovane simpatico. E così la gente mi tratta come uno di loro».
Be’, con qualche titolo nobiliare in più...
«Ma guardi, anche gli italiani all’estero mi vogliono bene. Che riesca o no, è stata un’esperienza magnifica».
Al quotidiano svizzero Le Matine lei ha detto che «tra quindici o vent’anni il mio partito sarà la più grande forza politica italiana». Non le pare di esagerare?
«Ma no. Non faccio tutto questo per avere solo un rappresentante in Parlamento. Vorrei costruire con Valori e futuro un partito che possa mettere insieme tutti gli italiani».
Dicono che si è candidato in Europa perché in Italia avrebbe rischiato una figuraccia.
«Al contrario, in Europa è molto più difficile. Ci sono solo 6 seggi su 600mila elettori. Tutti mi dicono: “Ma perché non si è presentato in Italia, sarebbe stato più facile”».
Concederà che ultimamente i Savoia in Italia non godono di grandi simpatie. Dopo la richiesta di risarcimento soprattutto...
«Posso capire che ci sia del malessere verso i Savoia. Ma tutti possono fare errori. Non chiediamo niente al governo italiano. Anzi, una cosa sì: il ritorno delle salme dei reali».
Cos’è il Partito degli Italiani nel Mondo che la sostiene?
«Non ci sostiene, siamo indipendenti. Ci sono solo due candidati della mia lista che facevano parte di quel partito».
Uno è Lucio Barresi. Finito nelle intercettazioni di Woodcock su Vallettopoli per delle foto del calciatore Adriano...
«Ma Woodcock ha intercettato tante persone, anche me».
Come non detto.
«Anzi, diventa quasi un pregio essere intercettati da Woodcock.
Il suo programma sulla giustizia?
«Va riformata. Non possono succedere cose come quelle successe a mio padre, un terremoto finito nel nulla. L’Italia ha fatto un bruttissima figura».
La sua famiglia la aiuta?
«Sta facendo una propaganda magnifica. Sono in Svizzera e stanno incollando manifesti, distribuendo volantini agli italiani nella piccola città di Gstaad dove vivono».
Lei viene spesso in Italia?
«Molto. Anche se a ogni angolo mi guardo intorno e penso: ora mi arrestano. Non si sa mai in Italia! Riescono a farti aver paura. C’è chi ha paura dei ragni, io ho paura di magistrati tipo Woodcock».
I politici italiani sono un casta?
«Troppi privilegi, stipendi incredibili.
Un principe contro i privilegi...
«Se la politica è una missione, allora chiediamo il voto di povertà per i politici, come per i preti. Niente stipendio, case comuni. Forse lavorerebbero di più».
Dice sul serio?
«È una provocazione, ma la casta esiste e ci fa perdere molta credibilità.
Quanto dovrebbe guadagnare un politico?
«Lavorano meno, quindi stipendio sotto la media».
E lei cosa farebbe del suo stipendio da parlamentare?
«Non ci ho ancora pensato. Ma che so, si potrebbe dare il 50% in beneficenza. Risentiamoci tra un mese».