Il principe e il povero sotto i ponti William fa il senzatetto per finta

LondraIn jeans lisi, felpa e cappuccio, nessuno l’ha riconosciuto mentre dormiva sotto il ponte di Blackfriars a Londra, nel suo giaciglio improvvisato avvolto in sacchi della spazzatura. Eppure è così che il principe William, primogenito di Carlo, ha trascorso la notte del 15 dicembre.
Un’esperienza che sembra uscita dalla favola de «Il principe e il povero», forse un pochino più pericolosa e terrificante, soprattutto per un nobile rampollo della Casa reale. Il principe era stato invitato a viverla in qualità di patrono dell’associazione Centrepoint che aiuta da anni i senzatetto e i giovani in difficoltà di Londra. Quando gli ha fatto la proposta, Seyi Obakin, direttore dell’organizzazione, non pensava neppure lontanamente che William avrebbe accettato. Invece, il ragazzo che un giorno potrebbe diventare re, ha sorpreso tutti offrendo la propria disponibilità.
Sarà che a Natale fa comodo un po’ di pubblicità in più, saranno i geni generosi di sua madre Diana, mettiamoci anche un po’ di sana curiosità e la consapevolezza che tanto è solo per una notte, fatto sta che la sera del 15 dicembre il principino, il suo assistente personale Jamie Lowther-Pinkerton e il direttore del centro si sono trovati tutti assieme sotto il ponte londinese di Blackfriars, intenti a prepararsi il letto con delle scatole di cartone come fanno gli homeless della capitale. Molti di loro hanno la stessa età di William che in questo modo ha potuto constatare di persona che cosa significhi vivere senza un tetto sulla testa. «Quella notte la temperatura era scesa a meno quattro gradi - ha raccontato Obakin sul sito dell’associazione - e per me è stata un’esperienza abbastanza paurosa. Fuori dal mio comodo letto. Fuori dal mio ambiente. Abbiamo preso tutte le precauzioni possibili, ma non c’è modo di ripararsi dal freddo o di combattere la scomodità di un marciapiede. Non ci si può difendere dagli spacciatori o dai malintenzionati quando si è soli così». Obakin ha anche raccontato uno dei momenti più duri di quella notte quando tutti e tre hanno rischiato di venir travolti dal mezzo che spazza le strade semplicemente perché il guidatore non li aveva notati. «Non sono mai stato così felice di veder sorgere l’alba», ha raccontato il direttore che al mattino ha accompagnato il principe nelle stradine del West End perché potesse vedere con i propri occhi l’esercito di uomini e donne «invisibili» che passano le loro notti dormendo in una scatola di cartone.
Il primogenito di Carlo e nipote della regina Elisabetta porta avanti con impegno la battaglia che fu di sua madre per aiutare i giovani in difficoltà ed è molto attivo all’interno dell’associazione. Anche nei giorni scorsi si è recato a sorpresa al Centro per preparare una colazione natalizia a undici ragazzi. La rivista Hello! l’ha immortalato mentre con il cappello da cuoco cucina uova fritte e bacon per tutti e si siede al tavolo scherzando rilassato. «Una giornata come questa è molto importante per me - ha detto al giornalista che lo intervistava -. Mi fa molto più piacere essere qui e conversare con questi ragazzi piuttosto che presenziare a una serata dov’è d’obbligo il vestito scuro». Potrebbe essere soltanto una frase ad effetto, ma crediamogli per questa volta. Un po’ perché è Natale, un po’ perché William è come sua madre. E lei - come una volta ammise - avrebbe camminato chilometri pur di gustarsi un sandwich al bacon invece di una tartina al caviale.