Il principe Filippo a lezione di sms per capire il linguaggio dei giovani

Il Duca di Edimburgo a 85 anni non nasconde di sentirsi un po’ vecchio. La confidenza: «Voglio imparare il nuovo gergo»

Lorenzo Amuso

da Londra

Qualche anno fa aveva smesso di andare a teatro, giudicando i drammaturghi contemporanei troppo espliciti, spesso osceni. Ma alla soglia degli 85 anni anche il principe Filippo, l'austero consorte della regina Elisabetta d'Inghilterra, ha dovuto infine arrendersi alle contaminazioni della modernità. Prima rassegnandosi alle manipolazioni transgeniche per la rabbia di suo figlio Carlo, ora studiando addirittura le derive giovanilistiche della lingua inglese, meglio, lo slang utilizzato negli sms e nelle e-mail. Secondo fonti di Buckingham Palace il duca di Edimburgo - noto per il suo carattere severo, la lingua affilata e la familiarità con le gaffe - si sarebbe fatto spiegare tutti i trucchi delle frasi più incomprensibli, le abbreviazioni più usate, i gergalismi più in voga.
Un modo per capire il linguaggio dei giovani, restando al passo con i tempi da parte di un anziano sovrano, che non nasconde di sentirsi ormai «un poco vecchio».
«Il principe Filippo non vuole restare spiazzato dai tempi - ha rivelato un servitore della Casa Reale al tabloid Sun -. Per questo motivo ha preso qualche lezione per apprendere i termini più' diffusi tra i giovani e le sigle utilizzate nei messaggini telefonici». Il Duca d'Edimburgo, 84 anni, ha così imparato che «Gr8» sta per «Great» (Geniale), mentre «NE1 4 fun» significa «Anyone for fun?» (Qualcuno ha voglia di divertirsi?). Se è quasi certo non gli capiterà mai di scrivere come suo domicilio «Buck Pal» al posto di Buckingham Palace, Filippo capirà almeno di cosa si parla quando un suo ospite verrà etichettato come «chav» (burino, appariscente). Istruzioni di certo utili per il consorte della Regina d'Inghilterra che, per aristocratica posa o distrazione regale, sembra non perdere il gusto di cadenzare le sue giornate con gaffe nel segno del politicamente scorretto. Descritto dalla ex nuora Sarah Ferguson come una sorta di spietato despota verso i figli Andrea e Carlo, tratteggiato in una biografia non-autorizzata come una figura arrogante e crudele con la moglie, lontano da Buckingham Palace d'incanto il principo Filippo sembra ritrovare la miglior verve ironica, il più delle volte caustica, che lo espone a figuracce veramente poco reali. Come quando, durante una visita di stato in Cina, aveva definito Pechino una città «terribile». Nel 1998 si era complimentato con uno studente appena rientrato dalla Nuova Guinea per non essersi fatto mangiare dai «cannibali che popolano quel paese». Qualche anno più tardi, in vena di confidenze da padre deluso, aveva definito Carlo «stravagante, schizzinoso, privo delle doti necessarie per essere un buon re». Ma quella volta, per amore di patria, fu costretto a smentire l'esternazione.