Il principe Harry combatte sul fronte afghano

Il rampollo della Casa reale britannica è al fronte da 10 settimane: la notizia top secret ma è stata rivelata da un sito internet. Ora potrebbe essere richiamato in patria. E lui svela: &quot;E' la nonna a dirmi: vai in Afghanistan&quot;. La &quot;nonna&quot; è la regina Elisabetta<br />

Londra - Il principe Harry ha passato le ultime dieci settimane in prima linea in Afghanistan, impegnato nelle operazioni contro il talebani nella provincia meridionale di Helmand. Lo ha confermato il ministero della Difesa a Londra. Il dispiegamento di Harry, 23 anni, sottotenente del reggimento della Household Cavalry, è stato coperto dal massimo riserbo grazie a un accordo con tutti i media britannici, per evitare ulteriori rischi per il giovane reale e i suoi commilitoni. Ma la coltre di segretezza è stata oggi stracciata dal sito Drudge Report negli Usa, costringendo Londra a confermare la notizia. Un gruppo di giornalisti britannici ha anche visitato il principe a Helmand, ma a condizione che la storia sul suo dispiegamento al fronte sarebbe stata pubblicata solo una volta che gli fosse rientrato sano e salvo in patria.

Segreto svelato: ora potrebbe rientrare Dopo lo scoop, Londra sta valutando se richiamarlo, considerando la sua posizione troppo a rischio. "Il capo di Stato maggiore farà a breve un comunicato, ma quel che posso dire al momento che stiamo rivedendo la sua posizione lì", ha detto un portavoce del ministero della Difesa.

La regina gli disse: "Parti per l'Afghanistan" "Parti per l’Afghanistan". È la stata nonna Elisabetta, la regina, a informare il nipote Harry che il suo desiderio era stato esaudito: poteva prepararsi ad andare in guerra contro i talebani nella pericolosa provincia di Helmand. In un’intervista rilasciata prima della partenza e diffusa soltanto oggi, il principino Harry confida che la nonna l’ha sempre appoggiato a pieno nella sua ambizione di servire in prima linea come tutti gli altri soldati del reggimento "Blues and Royals". "Lei - dice - è sempre stata perchè io partissi. E penso che si è sentita sollevata quando io ho avuto la possibilità di fare quello che desideravo. È un’ottima persona con cui parlare, per una nonna ha una conoscenza stupefacente delle forze armate e del resto è un pò il suo lavoro. Lei mi ha detto che era stata presa la decisione definitiva di mandarmi in Afghanistan".