La «principessa triste» torna fra i suoi sudditi

Finito l’isolamento Masako si mostra in pubblico con i bambini

Tre anni fa aveva annunciato la sua decisione di rinunciare alla vita di corte. Troppo stress, troppo logorio, troppe responsabilità. Masako, moglie dell’erede maschio Naruhito, futuro imperatore del Giappone, era più che convinta a lasciare il palcoscenico degli impegni pubblici. Non era più disposta a sopportare il rigido cerimoniale e, dopo aver passato gli ultimi dieci anni nella prigione dorata della corte imperiale, non ce l’ha fatta più. Ma dopo l’addio, ecco che ieri la «principessa triste» è tornata ad apparire in pubblico, sollevata e sorridente, accanto al marito.
L’occasione era quella ideale, per lei che tanto ama i bambini: una mostra a Tokio di progetti scientifici ideati da ragazzi, nella ricorrenza della giornata dei bambini. Eppure, secondo Ben Hills, autore del controverso libro La principessa Masako, prigioniera del trono del crisantemo (contro cui si è scagliato il governo del primo ministro Abe che ha deciso che non sarà pubblicato in Giappone), l’oscuro male che l’affligge sarebbe stato causato dalle pressioni della corte proprio perché Masako non riusciva a dare un erede maschio al trono. Una nascita attesa da quarant’anni per salvaguardare la corona dalle polemiche dei conservatori, ostili ad aprire alle donne una discendenza dinastica in cui le imperatrici sono state al massimo reggenti.
Nonostante le voci circolate negli ultimi mesi, la principessa ha deciso di uscire dalla sua autoreclusione per un evento dedicato ai bimbi. Masako, accanto al marito, ha rivolto domande ai giovanissimi che esponevano i loro progetti alla mostra in un grande magazzino della capitale, risollevando le speranze di un suo ristabilimento. Lo stesso principe ereditario Naruhito, lo scorso tre marzo in occasione del suo compleanno aveva messo in guardia i connazionali da facili ottimismi: «Masako sta facendo del suo meglio per uscire dalla situazione di depressione in cui si trova. Ci sono giorni in cui sta meglio e si sforza di fare attività in pubblico ma in altri giorni risente di tutta la fatica accumulata. Invito la popolazione alla comprensione e alla pazienza». Quando Masako sposò il principe ereditario nel 1993, molti giapponesi speravano che potesse aiutare la corte ad accelerare il processo di modernizzazione, grazie alle sue radici di borghese, diplomatica di carriera con laurea ad Harvard. Ma le attese sono andate deluse. E il male oscuro sembra non lasciare tregua alla dinastia nipponica. L’altro giorno i funzionari di corte hanno reso noto che anche la suocera di Masako, Michiko, consorte dell’imperatore Akihito, soffre di una forma di depressione e dovrà cancellare impegni ufficiali per riposarsi.