Principesse dallo spazio

da Parigi

Ci sono domande a cui il mondo della moda dovrebbe rispondere una volta per tutte. La prima riguarda Ennio Capasa che ieri ha presentato una delle sue più belle collezioni, la terza di una trilogia dedicata al futuro della couture. «Ho lavorato sull'idea di una principessa galattica» ha detto il bravissimo stilista del marchio Costume National. I cappotti avevano ali al posto dei revers e sugli abiti da sera nei colori delle navicelle spaziali c’erano intarsi e intrecci che ricordavano i circuiti dei super computer. Speciali mischie di cashmere e bambù, tessuti tridimensionali e costruzioni impeccabili facevano il resto: una visione di donna futuribile e al tempo stesso eterna. Capasa ha ricevuto una marea di meritati applausi, ma non si sono viste le standing ovation che accompagnano qualunque sfilata degli emergenti in Usa.
Uno di loro, Esteban Cortazar, 23 anni, colombiano cresciuto a Miami, ha esordito ieri alla direzione artistica di Ungaro. La collezione, per altro, non era male, ma mancava l’uso sublime del colore che ha sempre connotato la moda di Ungano, quella sognante idea di una donna sempre pronta a ficcarsi in qualche guaio sentimentale. La vera cifra stilistica sta nella capacità di coniugare evoluzione con tradizione. E in questo senso Riccardo Tisci con la sfilata Givenchy dedicata al gotico latino americano si è riconfermato un grande talento.