Principio d’incendio su un nastro: paura e disservizi

Problemi al check-in nei banchi 106 e 107 Un centinaio di passeggeri costretti a prendere altri voli

Alcuni di loro avevano scelto questo ultimo week-end di giugno per raggiungere il Sud: Trapani, Catania, Alghero, Lamezia Terme e Bari. Ma stati costretti, a causa di un principio di incendio sviluppatosi ieri mattina nello scalo di Fiumicino, a bivaccare anche diverse ore prima di poter salire a bordo degli aerei e giungere a destinazione. E pensare che tra quelle centinaia viaggiatori, mentre erano in fila per disbrigare le consuete operazioni di accettazione dei bagagli, regnava la tipica atmosfera di euforia pre-vacanziera. Con le aerostazioni affollate, coppiette che si tenevano per mano, famigliole con bambini e cani al seguito. L’atmosfera nel giro di pochi minuti però è decisamente cambiata e la gioia si è presto trasformata in rabbia, con i carabinieri costretti a intervenire per sedare gli animi. Il caos è cominciato ieri mattina intorno alle 8 nell’aerostazione per le partenze nazionali, quando si è cominciato a sprigionare del fumo denso bianco da un motore elettrico che azionava il movimento dei nastri per l’accettazione dei bagagli, tra i banchi 106 e 107, dove stavano operando le compagnie aeree Air One e Meridiana. L’intervento dei vigili del fuoco è immediato: nel giro di pochi minuti hanno neutralizzato le fiamme e fatto allontanare tutti i passeggeri dall’area interessata, subito circoscritta. Molti dei passeggeri escono all’aria aperta, poi rientrano e si mettono di nuovo in fila davanti ad altri banchi messi a disposizione da Aeroporti di Roma: qui l’amara sorpresa: l’inconveniente, infatti, ha fatto perdere del tempo prezioso e su quegli aerei viene accettato solo chi ha il bagaglio a mano. Tutti gli altri, quasi un centinaio di persone, rimangono a terra e dovranno attendere anche diverse ore prima che Air One e Meridiana riescano a farli partire con altri voli. Come è il caso di Paola, una giornalista della Rai. «Molti di noi erano arrivati qui alle 6 del mattino - ha raccontato -. Io dovevo partire per Trapani alle 8,50 e ora non solo mi hanno dirottato insieme con altri sei passeggeri su un altro volo per Palermo, ma dovrò pagarmi il trasferimento in auto da una città all’altra. Peraltro, quando eravamo in fila nessuno ci aveva avvertiti che i nostri voli erano già decollati. È vergognoso».