«Priorità alla Borsa, i fondi ci lusingano»

Antonio Risolo

nostro inviato a Genova

L’iter per la quotazione prosegue regolarmente. Piazza Affari è l’obiettivo primario a breve termine. Gabriele Del Torchio, amministratore delegato di Ferretti Group, libera il campo da ogni dubbio e aggiunge: «Domani (oggi, ndr) presentiamo l’azienda agli analisti italiani ed europei». Del Torchio ammette - come del resto anticipato dal Giornale - che «nel frattempo si sono inseriti degli elementi nuovi, ovvero ci sono state delle manifestazioni di interesse da parte di alcuni fondi di investimento che in questo momento stanno dialogando con Permira, nostro azionista di riferimento. Ci sono più fondi che stanno facendo delle proposte, ma a tutti rispondiamo che vi sono delle condizioni per noi inderogabili perché l’operazione si possa fare». Ed eccole le condizioni sine qua non: salvaguardia dell’unità di tutto il gruppo e continuità dell’attuale management.
Presentando i risultati del gruppo, De Torchio ha voluto essere ancora più chiaro: «In caso di vendita della quota di controllo a un fondo d’investimento, non siamo interessati a investitori industriali ma solo a investitori finanziari. Certamente - ha aggiunto - sia che si opti per la Borsa sia per la vendita, Permira rimarrà nel capitale. Con l’azionista di riferimento abbiamo fatto ottime operazioni, ma se le condizioni che ci verranno offerte consentiranno di migliorare la condizione dei soci opteremo per questa possibilità. Se però entra un altro fondo la quotazione rimane l’obiettivo futuro del gruppo Ferretti da realizzarsi a tre o quattro anni».
Del resto anche il presidente, Norberto Ferretti, ha spiegato che anche nel caso di vendita a un fondo, Permira rimarrà con una quota che potrebbe essere attorno al 20%, mentre le rimanenti quote che fanno capo allo stesso presidente e al management rimarrebbero invariate. Attualmente il capitale di Ferretti è così diviso: il 70% al fondo Permira, il restante 30% è suddiviso fra lo stesso Norberto Ferretti e il management. Se ci sarà la cessione a un fondo, questo dovrebbe prendere la maggioranza (oltre il 50%), nel caso invece di quotazione il flottante dovrebbe aggirarsi al 40-45%. Come ha già scritto il Giornale, i fondi che si sono fatti avanti sarebbero Bc Partners, Apax, Pai e Candover.
Infine il bilancio chiuso al 31 agosto. L’incremento del valore della produzione, salito a 770,4 milioni di euro (+18%) da 652,9 milioni, ha beneficiato sia della crescita dei marchi tradizionali in portafoglio, quali Ferretti Yacht, Riva e Pershing, sia delle nuove linee di prodotto quali Mochi Craft e Maestro (Apreamare), sia del rilancio del marchio Itama e delle positive performance di Crn, relativamente alla produzione di megayacht in acciaio. Il margine operativo lordo è risultato di 118,4 milioni di euro (+37,7% sull’esercizio precedente) mentre l’utile netto consolidato è di 25,3 milioni (+118,8%).