La priorità del Cavaliere «Abbassare le tasse alle famiglie numerose»

da Roma

Quattro italiani su dieci vorrebbero mangiare con lui. Quarantadue elettori su cento lo inviterebbe subito a cena. E se, come rivela un sondaggio effettuato della Demopolis, Silvio Berlusconi piace alle famiglie, il Pdl, dice il Cavaliere «a differenza della sinistra di governo», punta proprio sulla famiglia «che è il pilastro della società e che noi abbiamo messo al primo posto del suo programma». Dunque, va «sostenuta». Come? Introducendo subito il quoziente familiare, cioè un sistema di calcolo per far ottenere robusti sgravi di tasse a chi ha diversi figli a carico.
«Questa è una delle prime cose che vogliamo fare una volta al governo - spiega il leader del centrodestra in un’intervista al Tg5 - . Il quoziente familiare serve infatti a modulare una giusta pressione a seconda di quante sono le persone a carico di ciascun capofamiglia. Facciamo un esempio concreto. Oggi in Francia un lavoratore con moglie quattro figli a carico e che guadagnasse 35mila euro l’anno subisce un prelievo fiscale pari a zero, cioè non paga nessun balzello. In Italia invece, con la normativa attuale, un lavoratore con lo stesso stipendio e lo stesso numero di figli si vedrebbe trattenuti 5.600 euro di imposta. Non ci sembra che sia una cosa giusta e quindi, sia pur gradualmente e progressivamente, intendiamo andare verso questa diversa situazione fiscale che dovrebbe alleviare di molto il peso delle tasse di chi ha una famiglia numerosa da sostenere».
Tutto il contrario, insiste Berlusconi, di quanto ha fatto il governo Prodi. «Ha appesantito le tasse per le famiglie, portando la pressione fiscale al 44 per cento, record storico. Ha tolto anche alcune forme di assistenza che avevamo introdotto noi, come l’aiuto di mille euro per le famiglie che avessero un nuovo figlio». Senza contare, aggiunge, i nuovi disagi provocati dalla gestione dell’economia. «Oggi infatti c’è un carovita che incalza. Per i prodotti di base come la pasta e come il pane si è registrato un incremento del 12 e del 14 per cento».
La proposta del quoziente lanciata dal Cavaliere fa parte del pacchetto di misure urgenti che il Pdl ha preparato per sostenere la famiglia. Il capitolo principale riguarda le tasse: eliminazione dell’Ici sulla prima casa, abolizione delle imposte su donazioni e successioni, graduale tassazione separata sui redditi da locazione, riduzione del prelievo sotto il 40 per cento del prodotto interno lordo. Al secondo posto, il piano casa, che punta a costruire alloggi per giovani e famiglie attraverso lo scambio tra proprietà di terreni e licenze di edificabilità, il riscatto a favore degli inquilini degli alloggi pubblici, la graduale detassazione degli investimenti nel riscaldamento e nei posti auto sotterranei. Infine, i servizi sociali: reintroduzione del bonus bebè, libri di scuola gratis per i bambini più poveri, sostegno alle famiglie per la scelta tra scuola pubblica e private. «Un carta di valori - ha detto giorni fa Berlusconi - molto apprezzata da autorevoli esponenti della Chiesa».