Una privatizzazione fatta su misura?

L’obbligo dell’Opa poteva essere evitato. In questo modo il bando sembra diretto ad Air One e Intesa. L’ipotesi Cdp

Quello che finora sembra mancare nel percorso che il governo ha avviato per l’Alitalia è il «piano Rovati». Ricordate? Si tratta di quel documento scritto a Palazzo Chigi dal consigliere di Prodi Angelo Rovati nel quale era contenuto il progetto per la ristrutturazione di Telecom. Che, in soldoni, prevedeva l’ingresso della Cassa Depositi e Prestiti (cioè del governo, della nuova Iri) nella Rete tlc, con il successivo intevento bancario. Ora il «piano Rovati» non salta fuori. Forse perché questa volta è stato nascosto meglio. O forse perché proprio non c’è. Di certo ci sono, invece, molte stranezze su questa gara che il governo ha lanciato per Alitalia.
Per esempio: che senso ha avuto per il governo annunciare, il 30 novembre, che il Tesoro avrebbe messo in vendita una quota del capitale di Alitalia compresa tra il 25 e il 30%. E poi presentare, 3 giorni dopo, un bando di gara in cui si prevede di vendere più del 30%, con l’obbligo esplicito del lancio di un’Opa totalitaria per il compratore? È vero che per il mercato è una buona notizia: chiunque, piccolo o grande azionista, può muoversi aspettandosi l’applicazione di condizioni equivalenti. Ma è anche vero che in questi casi si creano situazioni asimmetriche, con il sospetto che esista la categoria dei bene informati e quella di chi invece sa sempre un po’ meno e un po’ dopo. Basta vedere che, tra i due annunci, sul mercato si è mosso ben il 10% del capitale. Alitalia, si dirà, è questione di interesse nazionale, né risulta che alla Consob abbiano acceso i fari. Ma entrando nel merito vediamo ben le altre stranezze.
Primo: tra poco meno e poco più del 30% passa una differenza di 1,6 miliardi: 400 milioni vale il 30%, 2 miliardi un’Opa sul 100%, più premio di maggioranza, cui aggiungere anche 450 milioni per le obbligazioni convertibili comprese nel pacchetto. Il che significa che se nel primo caso i potenziali gareggianti sono un certo numero, nel secondo si riducono, tendendo a zero. E prima dello zero ci sono solo le banche o i super fondi tipo quello appena varato dalla Cdp di cui sopra.
Secondo: perché non vendere comunque il 30% o più (al limite anche tutto il 49% del Tesoro), ma senza l’obbligo dell’Opa? Volendo si poteva fare, come prevede l’articolo 106 del Testo unico della finanza per le aziende in crisi. Unica condizione è quella di rendere obbligatorio un aumento di capitale a carico dell’acquirente, come è successo ai tempi per Ferfin, o recentemente per il gruppo Gim. In questo caso è prevista la deroga all’Opa obbligatoria.
Terzo: Perché Prodi si è affrettato a dire che non vede «problemi emergenti di Antitrust». Se Air One (che ha il 23% del mercato nazionale dei posti aerei) e Alitalia (51%) si mettono insieme non ci sono problemi di Antitrust? E l’Antitrust Ue? E perché, quarto elemento, richiedere la difesa a oltranza dell’«italianità», arrivata da più parti dal governo, e rappresentata nel bando dalla tutela, richiesta all’acquirente, dei dipendenti e del marchio.
Allora, come spesso avviene nei bandi, l’impressione nitida è che per Alitalia sia già pronto l’acquirente. Così come il suo profilo: qualcuno che abbia 2 miliardi a disposizione, che sia italiano e che possa permettersi di mantenere il «carrozzone» pubblico, un po’ come faceva l’Iri di Prodi. Un profilo che assomiglia molto a quello di un partner industriale come Air One, appunto (anche perché è l’unico vettore italiano), che per risorse si appoggi alla Cdp o al suo fondo per le infrastrutture, partecipato dalle grandi Fondazioni azioniste di Intesa-Sanpaolo. Con quest’ultima, nata per dichiarata vocazione allo sviluppo delle imprese, nel ruolo di terzo pilastro.
Inutile ricordare che il suo presidente è Gianni Bazoli che rappresenta la personalità cattolico-finanziaria di riferimento per Prodi. E che questo modello, neo-statalista, non è poi diverso da quello che il governo vorrebbe utilizzare per Autostrade, e che il piano Rovati aveva in mente per Telecom.