Privatizzazione Sea, il decollo slitta a settembre

Albertini disposto a «cedere» sui patti parasociali ma sulla modifica della delibera è inamovibile e minaccia di dimettersi

Chiara Campo

Un incontro romano a metà pomeriggio tra i commissari cittadini, per far capitolare i «dissidenti» dell’Udc che fanno disordine in Casa, mentre il sindaco Gabriele Albertini a Palazzo Marino mostra segni di insofferenza sempre più evidenti e arriva a minacciare - questa volta per davvero - le dimissioni. A margine, non tornano i conti e c’è il rischio che, anche a pace fatta in maggioranza, manchi il tempo per votare la delibera su Sea entro fine luglio e venga tutto rimandato a settembre. Il giorno dopo la spaccatura nella Cdl sulla privatizzazione del 34 per cento della società - dopo il mancato numero legale e la seduta di consiglio rinviata, i consiglieri di Forza Italia che bocciano i patti parasociali e l’Udc che vuol tornare addirittura alla quotazione in Borsa - si lavora per ricompattare le fila.
«La maggioranza non si è squagliata - precisa il vicesindaco Riccardo De Corato -, in aula c’erano 29 consiglieri di maggioranza e ne mancavano solo due per fare il numero legale. Oltretutto, in calendario non c’era la discussione su Sea, anche se probabilmente i gruppi avrebbero chiesto di anticipare la delibera». De Corato afferma che «il sindaco ha ribadito alla giunta che c’è spazio per discutere sui patti parasociali, anche se la vendita sarà meno appetibile ed è disposto a correggere ciò che si può emendare. Ma esclude categoricamente di stravolgere la delibera, come chiede l’Udc. Il 27 maggio, quando i segretari cittadini hanno approvato all’unanimità di vendere le quota Sea attraverso asta pubblica, il segretario regionale dell’Udc Domenico Zambetti era invitato ma non ha partecipato». De Corato rimane ottimista: «Dalla privatizzazione di Aem alle Farmacie alla Centrale del Latte, c’è sempre stato dibattito in maggioranza, ma poi i provvedimenti sono stati approvati e credo che anche su Sea si arriverà a una sintesi. Auspico che si possa votare la delibera entro fine luglio, per aprire prima i cantieri delle grandi opere, ma altrimenti si farà dopo». Nella peggiore delle ipotesi, ribadisce che «tutti, assessori, sindaco e consiglieri, siamo pro tempore, e tra pochi mesi si voterà». Che l’operazione rischi di slittare comunque a settembre è emerso anche dalla riunione dei capigruppo ieri a Palazzo Marino. Lunedì alle 12 i commissari cittadini della Cdl si riuniranno col sindaco. Se le richieste di Fi (alzare il prezzo delle quote ed escludere i patti parasociali) saranno accolte, e la minoranza ritirerà parte degli emendamenti, sarà difficile che si arrivi al voto in pochi giorni.
Al fatidico incontro di lunedì si tenterà di convincere l’Udc a rientrare nei binari. Ieri a Roma si sono incontrati i commissari di Fi Maurizio Lupi e Luigi Casero, di An Ignazio La Russa, della Lega Giancarlo Giorgetti e il «dissidente» dell’Udc Bruno Tabacci. «Abbiamo spiegato a Tabacci perché abbiamo sottoscritto la vendita con asta pubblica, approvata anche da Zambetti e ha condiviso le nostre preoccupazioni - riferisce Lupi -. Con alcune modifiche si riserva di proseguire in un percorso comune. È stato un incontro positivo, ma la sintesi dei lavori verrà fatta lunedì». Tabacci conferma che «la collocazione in Borsa ci sembra preferibile, ma nell’ipotesi di gara pubblica vogliamo che il prezzo sia congruo e siano esclusi i patti parasociali». L’Udc, prosegue il vicecommissario Pasquale Salvatore, «andrà all’incontro con spirito collaborativo. Siamo aperti al confronto, meglio una Cdl che discute che con encefalogramma piatto». Oggi alle 16 intanto la commissione Bilancio incontra le rappresentanze sindacali di Sea.