"Privilegi alla Chiesa": Andreotti risponde a Cento

Il senatore a vita replica al sottosegretario all'Economia, che aveva chiesto di rivedere i privilegi fiscali di cui gode la Chiesa cattolica: "È logico non considerarla come soggetto passivo per il
fisco. Come del resto altre realtà che lavorano senza scopo di lucro e non sono soggette a
tassazione"

Rimini - "Molte volte vedo Boselli in tv. Sembra che non dorma la notte, preoccupato dalla scuola cattolica. Certa faziosità fa male. Alcuni dovrebbero fare una cura a Chianciano per essere un po' più sereni nelle proprie valutazioni". Lo ha detto il senatore a vita Giulio Andreotti, rispondendo indirettamente alle polemiche verso la Chiesa. Nel corso di una conferenza stampa al meeting di Rimini, Andreotti risponde al sottosegretario all’Economia, Paolo Cento, che ha chiesto di rivedere i privilegi fiscali nei confronti della chiesa: "A parte gli obblighi giuridici - spiega Andreotti - sappiamo che la Chiesa non è un’azienda. È quindi logico non considerarla come soggetto passivo per il fisco. Come del resto altre realtà che lavorano senza scopo di lucro e non sono soggette a tassazione". Secondo Andreotti, quindi, dare dei benefici alla Chiesa "non è clericale: lo Stato ponticifio è finito, ma si riportano ancora modelli di quando si poteva fare un po' di confusione tra Stato e Chiesa".