«Privilegiano l’apparato, me ne vado»

da Milano

Ha annunciato che non parteciperà al voto per le primarie del Partito democratico. Onorevole Luciana Sbarbati, perché questo dissenso?
«Ds e Margherita hanno strutturato il nuovo partito in un modo che non condivido, dopo 12 anni insieme con l’obiettivo di fondare questo gruppo».
Valori comuni ma modalità differenti. In concreto che cosa l’ha lasciata in disaccordo?
«Le regole: le hanno fatte su misura per la nomenclatura e l’apparato. Si sono spartiti tutto e nessuno può essere eletto se non contratta con Quercia e Dl. Hanno soffocato lo spirito del Pd».
Dietro questo disagio c’è ancora la speranza di ricucire lo strappo oppure...
«Ho chiesto di incontrare Veltroni: mai avuto risposta. Avrò pur diritto al dialogo, o no? In fondo siamo un soggetto politico. La verità è che il loro silenzio non tiene conto del nostro spessore, forse piccolo nei numeri, ma grande come storia democratica. Eppoi, chiunque ha almeno il diritto di ottenere un sì o un no».
Veltroni ha però ripetuto che il Pd è aperto agli apporti di qualsiasi forza democratica e pluralistica. Allora è uno specchietto per le allodole?
«Spero non lo sia. Certo però hanno fatto regole che valgono se fanno comodo a loro e non valgono quando non fanno comodo a loro. E io dissento».
Hanno bocciato la candidatura di Di Pietro.
«Non hanno saputo comunicare le regole stabilite».
Cosa si propone di fare ora?
«Non voteremo alle primarie del Pd, usciremo dal gruppo dei promotori e ci autosospenderemo dai comitati dove sono presenti nostri rappresentanti».
Resterete nel centrosinistra?
«Continueremo le nostre battaglie cercando altre strade e altri compagni di viaggio».
Pur restando interlocutori privilegiati del Pd...
«Oddio, privilegiati... Hanno perso per strada noi repubblicani e i socialisti. Chi restano? Democristiani e comunisti... Vorrà pur dire qualcosa tutto questo!».
Vuol dire che l’assetto bipolare, se questo è il futuro, è morto prima di nascere.
«Se non cambia la legge elettorale sì. Comunque, anche questo l’ho detto a Veltroni l’ultima volta che l’ho incontrato. Risposte? Zero».