IL PRIVILEGIO DI CAMBIARE IDEA

Devo dire che scrivere sulle pagine del Giornale è una di quelle soddisfazioni che mi fanno alzare felice la mattina. Dialogare via sms, al telefono o a pranzo con Massimiliano Lussana mi da la stessa sensazione di libertà, di gioia e mi fa vivere bene la mia giornata. Ma la vera psicanalisi taumaturgica è stata candidarmi per Forza Italia in un momento in cui nessuno poteva venirmi a dire che salivo sul carro del vincitore: rischiare il linciaggio di colleghi ed amici e ritrovarmi invece in un grande abbraccio che mi ha stretto. L'abbraccio delle teste libere che non sono poche a Genova. Nelle Istituzioni locali, nell'Università, nella sinistra, nel centro e nella destra. L'abbraccio della gente per la strada, l'abbraccio dei lettori che scrivono al Giornale. L'abbraccio di un amico che non c'è più, a cui idealmente dedico la fatica di sbagliare con la mia testa.
Mantenere questo stato di serenità è un esercizio costante e quindi, forza, anche oggi proviamo a dire a voce alta quello che, senza il Giornale, potrei dire solo tra amici.
Ho attaccato molte volte l'idea di una Fondazione per la Cultura a Genova. Mi sembrava un doppione dell'Assessorato alla Cultura. Oggi, a mesi di distanza dal riconoscimento della Fondazione, il mio carattere pragmatico mi fa dire «meno male che c'è». Tra l'altro non è nemmeno il temuto doppione, visto il vuoto cosmico dei vari assessorati. Inizia a delinearsi un percorso che Luca Borzani ha costruito pazientemente in oltre un anno. Anche con Luca Borzani, amico da almeno vent'anni, ci siamo presi in più di un'occasione. Molto probabilmente la mia visione è, su tante cose, diversa e distante dalla sua ma oggi voglio rendergli merito di un lavoro che è l'unica espressione di un'idea di sistema culturale dell'Amministrazione genovese. Voglio riconoscergli la capacità, con i budget ristretti a disposizione, di aver indicato la direzione per uno sguardo che inizi ad arrivare almeno al 2010 nel pianificare e nel promuovere gli eventi. Voglio riconoscergli la capacità di aver presentato un programma alla Città, un vero e proprio «cartellone». Voglio riconoscergli l'aver costruito un team di lavoro fatto da menti veloci e pensanti tra cui Margherita Rubino. Con Margherita ho lavorato molto negli anni passati. E chi la conosce sa che se ha un'idea riesce caparbiamente realizzarla. È una straordinaria compagna di viaggio, ottimista, folle e coraggiosa. Cosa rara in città.
Bene, ora che il locomotore di Palazzo Ducale si è rimesso in moto occorre che il Comune faccia il suo dovere. Non lo lasci da solo, sappia trovare da subito le risorse necessarie per un rilancio che lo porti di nuovo ad essere una fabbrica culturale, un laboratorio chimico di idee, un luogo di sosta intelligente, di transito, di incontri. Luca Borzani, dietro le quinte, si sta battendo anche per riportare ad un dignitoso decoro gli ingressi di Palazzo Ducale, oggi desolato regno di poveri sbandati: è un lavoro faticoso e costoso, ore e ore di guardie giurate per lottare contro il degrado che soffoca Piazza De Ferrari e S. Lorenzo, infestate di cani e punkabbestia. Ma il compito di un locomotore culturale è anche questo: risanare aeree urbane, ne sono convinto. (...)