È pro-aborto: niente comunione a Kennedy jr

Negli Usa l'aborto, contrariamente a quanto avviene in gran parte dell'Europa, è ancora una materia molto sensibile, oggetto di dibattiti e scontri fra le correnti politiche. E, in questi giorni in cui la riforma sanitaria del presidente Barack Obama sta muovendo i primi passi, anche fra politica e chiesa, almeno stando a quanto è accaduto a Patrick Kennedy, figlio del senatore Ted, da poco scomparso, e nipote del presidente John Fitzgerald. Kennedy, cattolico praticante come tutta la famiglia, proprio nel 36º anniversario dell'assassinio di uno dei presidenti più popolari della storia degli Usa, ha, con un'intervista al ProJo (il Providence Journal, quotidiano locale del Rhode Island), rivelato che il vescovo locale, Thomas Tobin, gli ha vietato di ricevere la comunione per le sue posizioni politiche a favore dell'aborto.
«Questa decisione - scrive il quotidiano - inasprisce in modo significativo un contenzioso in corso da tempo tra il vescovo Tobin e Patrick Kennedy». Così il terzogenito del "leone del Massachusetts", 42 anni, ha deciso di rivolgersi ai media per avere giustizia. «Il vescovo mi ha ordinato di non prendere la Comunione e mi ha detto di aver ordinato a tutti i sacerdoti della sua diocesi di attenersi a questa indicazione», ha detto Patrick Kennedy nell'intervista rilasciata venerdì scorso e pubblicata ieri (di domenica). Un divieto che deriverebbe appunto, stando a quanto dice il politico (Kennedy è deputato alla Camera in rappresentanza del primo distretto del Rhode Island, uno degli Stati più cattolici degli Usa), dalla sua posizione favorevole all'aborto. «Il vescovo Tobin mi ha spiegato che non sono un buon praticante a causa delle posizioni che ho assunto come rappresentante pubblico», ha chiosato.
Stando a quanto riporta il giornale, però, non è chiaro né quando e dove il vescovo Tobin abbia negato la comunione al rampollo della dinastia del nord-est, né se egli abbia rispettato o meno l'ordine ricevuto, considerato che è valido solo per la diocesi del vescovo e non, ad esempio, per Washington, dove Patrick Kennedy lavora, o per il Massachusetts, dove spesso si reca nelle proprietà di famiglia. Mentre, stando a quanto riferisce l'ufficio del vescovo, il prelato «non ha mai affrontato con i pastori della diocesi argomenti riguardanti la Santa Comunione di pubblici rappresentanti», come ha spiegato il suo portavoce, Michael K. Guilfoyle. Insomma, non sarebbe passato alle "maniere forti" per mettere fine ad una discussione iniziata il mese scorso, quando il deputato aveva criticato i vescovi cattolici americani perché con le loro posizioni contro i finanziamenti federali all'aborto rischiavano di far fallire l'intera riforma del sistema sanitario. Un’affermazione cui era seguita una richiesta di scuse e di un incontro da parte del vescovo Tobin, che si era visto rispondere via lettera. «Il fatto che io sia in disaccordo con la gerarchia ecclesiastica su alcune questioni non fa di me un cattolico meno fedele. Io abbraccio la mia fede con la consapevolezza che l'umanità è imperfetta», aveva scritto il deputato.