Pro o contro? Siamo solo genoani

«Non dobbiamo biasimare il presidente»

Caro dott. Lussana, oggi chi le scrive è lo sfegatato tifoso genoano, e non l’orgoglioso collaboratore del nostro Giornale (anche se spero che le mie opinioni siano in qualche modo utili).
I divorzi non fanno mai piacere, specie quando arrivano proprio sul più bello. Neanche il tempo di stappare le ultime bottiglie e l’allenatore del Genoa, quel Serse Cosmi che col suo grande cuore ha fatto innamorare il popolo rossoblù, ha ricevuto il benservito dal presidente Preziosi a pochi giorni da una storica quanto sudata promozione in serie A.
Conclusioni sparse, sentite in giro in questi ultimi giorni: il presidente ha sbagliato, un allenatore vincente non si manda a casa, Cosmi è uno da Genoa, Guidolin chissà, Preziosi ha «il merito enorme di aver messo le basi per riportare il Genoa in A dopo dieci anni» ma cacciare l’allenatore «che ha costruito su quelle basi è un gravissimo errore». L’ultima frase, come avrà capito, era la sua. Partiamo proprio da qui: il merito di Preziosi non è enorme. Per definirlo, a costo di far ridere, bisogna andare a pescare nella soffitta delle parole: è sesquipedale. Questo signore ha salvato il Genoa dal fallimento quando il cadavere del grifone era circondato dagli avvoltoi. Ha costruito una squadra per vincere il campionato di C1, poi, dopo il ripescaggio, ne ha allestita un’altra in corsa per disputare una dignitosa serie B, dopodiché ha organizzato la rosa che abbiamo avuto modo di conoscere nel campionato appena concluso. Serie A in due anni per merito di uno che, alle prime difficoltà, invece di dire «manimàn», mette mano al portafoglio e compra. Spesso e volentieri compra bene, e si merita la nostra fiducia.
Ora, uno che spende così tanto per una squadra di pallone, o è tutto matto, o spera un giorno di rifarsi con gli interessi. Si parla di «progetto». Ne parla Preziosi, ne parlano tutti quelli che escono da un colloquio con Preziosi. Cos’è il «progetto»? Nessuno lo sa con precisione, ma non credo si possa trattare di un semplice vivacchiare tra serie A e B. «Non si va in serie A per puntare alla salvezza», ha dichiarato l’uomo dei giocattoli.Alla luce di tutto questo, si può biasimare il presidente per aver licenziato Serse Cosmi, quando la discutibilissima gestione dell’organico (Tedesco spremuto fino all’ultima goccia, Italiano sempre in panchina, una serie di interessanti giovani della Primavera che hanno totalizzato soltanto 20 minuti di presenza con il bravo Pisacane) da parte di quest’ultimo ha dato luogo al pauroso calo prima mentale e poi fisico del girone di ritorno? D’accordo, «solo chi soffre impara ad amare», e andare in A in questo modo è estremamente emozionante per i tifosi. Ma per chi ci mette i soldi, forse è legittimo pretendere un po’ di sana noia.
C’è il rischio di fissarsi troppo su quest’aspetto e dar vita a situazioni poco simpatiche. Gira una catena di Sms che invita a esprimere «il malcontento per la decisione di Preziosi». Malcontento? A 5 giorni 5 dalla festa? A questo punto c’è da aver paura di quel che potrà succedere alla prima sconfitta dell’anno prossimo. Calma, ragazzi, per carità! Non si è pro-Cosmi o pro-Preziosi: si è genoani e basta.
Grazie dell’attenzione

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