La Pro Recco affonda (9-3) il Primorac

Tifo alle stelle, tremila persone, la Pro Recco che vuole vendicare la sconfitta dello scorso anno a Rijeka proprio contro il Primorac. Questi gli ingredienti della finale di Eurolega. Se si aggiunge poi l'estrema precisione nelle decisioni arbitrali dopo le polemiche delle semifinali, difficile credere che lo show non sia a Napoli. In vasca le due squadre si danno subito battaglia ma il Primorac è più preciso al tiro e meno nervoso in difesa. Si va al primo riposo con il Recco sotto di due reti e Tempesti che ne ha salvate almeno un paio. Sul fronte offensivo liguri troppo frettolosi e imprecisi prestano il fianco alle ripartenze avversarie. Il match si accende nel secondo parziale, Porzio striglia i suoi che trovano il gol con Calcaterra alla settima superiorità giocata e poi tornano in pari con Filipovic bravo a sfruttare un recupero di Kasas. La gara diventa sempre più calda, dopo la fase di studio iniziale le squadre si affrontano a viso aperto e concedendo tante, troppe azioni in superiorità (quattordici) in soli due tempi. Da accesa la gara diventa incandescente. La correttezza è assicurata dai fischietti che vedono e sanzionano il minimo movimento irregolare, lo spettacolo è dato dai legni che non si contano più da ambo le parti. Ma il Primorac inizia a dare i primi segni di cedimento, il suo nuoto non è più fluido come all'inizio e il Recco ne approfitta per portarsi sul +3 alla fine del terzo tempo. Ma il difficile viene ora. La Pro deve giocare l'ultima, delicata frazione con tre uomini (Madaras, Mangiante e Felugo) a rischio espulsione, probabilmente più importanti nell'economia della squadra rispetto a Cuckovic e Milic che condividono la stessa sorte nel Primorac. Il primo a farne le spese è il mancino ungherese ma i montenegrini sono troppo imprecisi al tiro e sprecano le superiorità che riescono a guadagnare con la forza della disperazione. La gestione della gara da parte di Porzio e i suoi diventa sempre più facile, il risultato si allunga sul 7-3 (Molina dai due metri) e la difesa biancoceleste riesce ad innervosire sempre più i difensori avversari pareggiando i conti con gli espulsi definitivi quando Azevedo perde la testa e va fuori. Il match è ormai deciso, Udovicic buca ancora Radic, la sua difesa sale in cattedra, ancora il Serbo va in rete quando anche Brguban va fuori e si prepara la festa: 9-3. Una vittoria meritata, una vittoria cercata e ottenuta con tanta pazienza nell'attendere il momento buono per colpire. Il progetto del presidente Volpi di vincere tutto fino al centenario ha messo il primo mattone.