La Pro Recco espugna ancora la Scandone

Esulta la pallanuoto ligure: la Pro Recco allunga le mani sul XXI titolo. Batte il Posillipo 12-10 (3-3, 4-3, 2-1, 3-3) in gara tre della finale scudetto. Partita straordinaria per i ragazzi di Porzio che, dopo aver perso Kasas per fallo di brutalità ad appena 1’06” del primo tempo, disputano una partita decisamente gagliarda. Prima frazione densa di sussulti emotivi: l’adrenalina scorre a litri nelle vene degli atleti in vasca. Così è gara tre di una finale scudetto già in mano alle polemiche, dove si è scritto troppo ed anche a sproposito. Resta comunque un fatto: la pallanuoto fa parlare di sé solo per le polemiche, solo per fatti negativi. Mai per una rete straordinaria di Sottani da centro vasca, oppure di Postiglione, che fa passare la palla fra palo e portiere. O forse è meglio che sia così, perché la pallanuoto quando prende nei suoi ingranaggi, risucchia tutto e tutti: è uno sport che sa farsi amare, che per questo potrebbe anche dare tanto fastidio. La gara tre di questa fantastica finale ha una partenza da brivido, con rigore fischiato dopo un nulla a favore del Posillipo. Poi l’episodio che farà discutere: Kasas reagisce ad una strattonata di Buonocore e viene espulso per fallo di brutalità. Come a Recco è successo al Posillipo con Zlokovic. Una decisione che a dirla tutta è sembrata esagerata, presa sull’emotività di una querelle che da due giorni ha perseguitato la pallanuoto italiana.
Così il Recco subisce il secondo rigore e gioca per quattro minuti con sei uomini in vasca. Ma esce da un momento nero a testa alta. La gara s’infiamma, diventa appassionante, il Recco non si chiude anzi, reagisce da grande squadra. E sul 3-3 si chiude la prima frazione. La seconda è un’altalena di reti, di attimi di tensione, ma di grande correttezza delle due squadre e dei dirigenti a bordo vasca. Fiorentini, tornato improvvisamente quel tiratore che si è fatto conoscere ai mondiali del 2003, è una spina nel fianco per la difesa partenopea. Da parte napoletana è Postiglione a brillare di una classe infinita, che neppure l’età (35) riesce a scolorire. Il batti e ribatti vede Janovic, trovare il pari (4-4), quindi Felugo riallungare, ancora Postiglione riagganciare. Poi Vujasinovic porta il Recco a +1, ma è sempre il capitano rossoverde a riequilibrare. Infine la grande rete in chiusura di frazione che fa ammutolire la Scandone: Calcaterra aggancia un assist al volo ed in rovesciata trafigge un non perfetto Violetti. Gran Recco, gran Posillipo, gran partita. La terza frazione non si distacca dalle precedenti: Recco più pratico, più attento, Posillipo forse più confusionario ma con più cuore. Buono l’arbitraggio, ma soprattutto eccezionale Stefano Tempesti, portiere della Pro e della Nazionale. Se il Recco trova la forza di chiudere a +2 la frazione, il merito è suo. Scandone stracolma (si parla di 2500 persone): che spettacolo! Ma i padroni di casa non riescono a compiere l’impresa: pareggiano la terza frazione (3-3) ma la vittoria finale è della Pro Recco, che adesso vede il XXI scudetto a portata di mano. Mercoledì tredici gara quattro: incrociamo le dita, ma la festa potrebbe essere proprio a Recco.