Il problema del sintetico

Mosca. Freddo e campo sintetico: due problemi in uno. Il freddo si combatte correndo, stasera è previsto «meno 6». Per il sintetico l’Inter avrà qualche grattacapo in più, non avendolo mai provato. Il terreno dello stadio Luzhiniki sembra un praticello da albero di Natale in plastica, in certi punti un po’ scolorito per via del gelo che ha fatto subito presa su questo impasto di sabbia e gomma. Dunque superficie dura, da combattere con acqua calda nel caso venga a nevicare. Nel caso piova, tutto più scivoloso e più tosto. Il sintetico è una novità quasi assoluta per i nerazzurri che lo ha provato solo a piccole dosi negli ultimi due anni, quando ha svolto l’ultima rifinitura su un campo nei pressi dell’albergo milanese in cui andava in ritiro.
Ieri i giocatori hanno improvvisato una partitella e si sono resi conto che ci vorrà molta attenzione e tacchetti adeguati. «Metteremo quelli di gomma», ha spiegato Zanetti. «La palla schizza via velocissima: dovremo stare attenti a non perderla senza avere le spalle coperte». Il pallone prende velocità e, soprattutto, ti scappa via come si trattasse della pallina da tennis su un campo in erba. «Se perdi palla, difficilmente riesci a recuperare», ha chiarito il capitano. Ci vorrà un po’ di attenzione soprattutto nei primi minuti. Poi la miglior tecnica, posseduta dalla gran parte degli interisti, potrebbe diventare un vantaggio. «Secondo logica dovrebbe essere così», ha concluso Zanetti. Mancini teme soprattutto i tiri da lontano. «La palla va molto più veloce e ti può schizzare via, ingannandoti. Sarà come giocare su un campo di erba bagnata. Un piccolo vantaggio per loro, non credo un gran problema».