PROBLEMI COMUNI NELLE DUE CITTÀ

Cara signora Camponero,
quando ho ricevuto la sua lettera, ho sofferto un po’. Perché ho vissuto dieci anni a Roma, perchè ci ho vissuto bene, perché a Roma mi sono innamorato (di mia moglie, genovese peraltro), perché di Roma sono innamorato.
E trovo sinceramente ingenerose le sue critiche. Alcune delle quali sono un po’ demagogiche e qualunquistiche: il problema degli extracomunitari, ad esempio. È un tema reale e drammatico, certo. Alcune delle situazioni che lei denuncia sono vere. Ma sono vere a Roma come sono vere a Genova. Ha mai preso un autobus a Ponente o in Valpolcevera di notte o anche semplicemente dopo le 18? Ha mai provato a girare da sola in alcuni vicoli del centro storico? Se non l’ha fatto, glielo consiglio. Poi, parliamo degli extracomunitari a Roma.
E il traffico? Tutto vero. La vita, per chi viene dalle periferie della Capitale e spesso deve passare ore ogni giorno sul raccordo anulare, è difficile, ai limiti dell’invivibile. Ma ha mai provato a viaggiare da Ponente a Levante la mattina presto e, sul percorso inverso, la sera dopo le 17,30? Aurelia o autostrada il risultato non cambia. In più, se possibile, noi ci mettiamo di nostro le zone blu: parcheggiare in pieno centro a Roma costa un euro all’ora, fin dove si può entrare ovviamente; a Genova due euro all’ora. È proprio sicura di vivere nel migliore dei mondi possibili? (...)