Procedura Ue: "Troppi spot in tv"

Il commissario Reding contro l'Italia: "Non rispetta il limite di 12 minuti ogni ora". Martedì apertura del procedimento

Bruxelles - "Il numero eccessivo di spot sulle tv italiane è inaccettabile". Così Martin Seylmar, portavoce del commissario Ue alle Tlc, Viviane Reding, ha confermato come sia in arrivo una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La decisione - ha spiegato - "sarà presa dalla Commissione Ue martedì prossimo. Generalmente - ha spiegato il portavoce del commissario Reding - siamo soddisfatti del modo in cui Agcom agisce nel contesto dell’attuale legislazione italiana. Ma è proprio questa legislazione a essere incompatibile con le regole della direttiva Ue Tv senza frontiere e deve essere quindi cambiata". "Siamo da molto tempo in contatto con le autorità italiane - ha aggiunto Seylmar - e c’è stato uno scambio di molte lettere. E molti progressi sono stati fatti. Ma ancora non basta. Perché un numero eccessivo di spot non è accettabile".

Le accuse Tre, in particolare, le accuse mosse alla legislazione italiana: la prima - ha spiegato il portavoce del commissario Reding - è che le tv italiane non rispettano sia il tetto massimo di 12 minuti di pubblicità ogni ora, sia quello di 20 minuti di intervallo tra una striscia e l’altra di spot. Poi, c’e il problema delle telepromozioni nelle reti generaliste come quelle di Rai e Mediaset, che non vengono calcolate nei tetti orari sopra citati. Infine le autopromozioni, quelle che pubblicizzino programmi trasmessi dalla stessa rete, che in base alle norme vigenti in Italia non sono considerate pubblicità. Oltre all’Italia - ha quindi spiegato Seylmar - anche la Spagna è nel mirino per il numero eccessivo di spot trasmesso sulle reti televisive. "La commissione da parecchi anni insiste che le regole televisive sulla pubblicità vengano fermamente rispettate in ogni Stato membro" ha concluso il portavoce.