Processi, sanzioni e calendari Rossi vuole «ridurre» la serie A

A fine luglio l’ultimo atto della Caf, che dovrà pronunciarsi sui ricorsi delle società sportive. Il commissario pensa a un torneo a 18 squadre

Filippo Grassia

La giustizia sportiva non ha soste, neppure nella domenica intitolata alle elezioni comunali di Milano e Roma. Avanti con celerità e buonsenso, possibilmente alla larga da ogni apparentamento politico. Il commissario straordinario Guido Rossi, d’accordo con Francesco Saverio Borrelli, nuovo responsabile dell’Ufficio Indagini, ha fissato il calendario dei lavori per avere il verdetto della Caf, che rappresenta il secondo grado di giudizio sportivo, entro il 25 luglio. Cioè in tempo utile per ufficializzare l’iscrizione delle squadre italiane alle coppe europee. Entro sabato 17 giugno l’Ufficio Indagini intende consegnare le sue conclusioni al Procuratore federale, il magistrato militare Stefano Palazzi, e permettere a quest’ultimo di comunicare i deferimenti (con motivazioni a prova di bomba, si sussurra) a metà della settimana successiva. Quindi attorno al 22 giugno. Se i tempi saranno rispettati, la Commissione disciplinare si metterà in moto ai primi di luglio con l’obbiettivo di pubblicare le sentenze lunedì 10 luglio. A questo punto la Caf dovrebbe farcela a svolgere i suoi lavori fra il 20 e il 25 luglio.
Ma cosa dobbiamo aspettarci dalla giustizia sportiva? Nelle intenzioni di Guido Rossi, di cui il presidente della Fifa Joseph Blatter ha apprezzato la nomina, l’eventuale revoca dello scudetto 2004-05 alla Juventus non dovrebbe dare adito alla riassegnazione del titolo al Milan secondo classificato. Così come avvenne nel 1927 quando la Figc tolse al Torino la vittoria finale senza premiare il Bologna finito alle spalle dei granata. Punto interrogativo, invece, sulla sorte del campionato conclusosi pochi giorni fa con il nuovo successo della squadra bianconera su Milan e Inter. In base alla giurisprudenza sportiva, le società coinvolte in Moggiopoli (o Calciopoli che dir si voglia) subiranno punizioni esemplari non solo nella stagione appena conclusa, ma anche in quella seguente. Ne sa qualcosa il Genoa retrocesso in C1 e costretto a portarsi sul groppone anche una penalizzazione in classifica.
Il ribaltone sarà sfruttato dal commissario straordinario per ripristinare il format dei campionati di A e B, passati a 20 e 24 squadre in seguito al ricorso al Tar della Sicilia da parte del Catania. Si tornerà presumibilmente a 18 e 20 squadre con tanti saluti a quei club che stanno puntando sulle disgrazie altrui per cancellare la retrocessione. Il discorso riguarda in modo particolare Lecce, Messina e Treviso. Al fine di evitare ricorsi alla giustizia sportiva e ordinaria, si presume che le sentenze della commissione disciplinare e della commissione d’appello federale non parleranno di penalizzazioni in classifica, ma di retrocessioni “tout court” in una serie inferiore.
La questione di maggior rilievo riguarda l’equità delle sanzioni. L’altro ieri Gianni Rivera, delegato allo sport del comune di Roma, ha esemplificato il caso dicendo che «la situazione del Milan non mi pare eguale a quella della Juventus». In altre parole è enorme, stando alle intercettazioni telefoniche, la differenza di responsabilità fra la Juventus, coinvolta direttamente e oggettivamente dai suoi massimi dirigenti in numerosi episodi, e tutte quelle altre squadre che hanno cercato di rimanere in vita con operazioni sul filo del rasoio. Raffinata la tattica: prima ti metto nei guai e poi ti costringo a chiedere aiuto. Ai giudici il compito di fare chiarezza con urgenza ed equità. Non facile, ma possibile. Intanto si fa strada l’ipotesi che i campionati non comincino nell’ultimo week-end di agosto, come previsto dal consiglio federale uscente, ma a metà settembre per permettere al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato di verificare gli eventuali ricorsi delle società sportive alla giustizia ordinaria.